Pd: domenica assise, Renzi tiene in sondaggi, Franceschini esclude voto giugno

venerdì 17 febbraio 2017 10:40
 

ROMA (Reuters) - Il Pd riunisce domenica a Roma l'Assemblea nazionale, che dovrebbe autosciogliersi per anticipare il congresso rispetto alla scadenza naturale di dicembre. Sull'assise pesa la possibile scissione della minoranza interna, anche se nei sondaggi la maggior parte degli elettori democratici è contraria alle divisioni e continua a sostenere il leader Matteo Renzi.

Intanto il ministro della Cultura Dario Franceschini, che cerca di mediare per evitare una frattura definitiva nel partito, dice in un'intervista al quotidiano "La Repubblica", che "l'ipotesi di votare a giugno non esiste più", allungando così la vita del governo di Paolo Gentiloni almeno fino all'autunno.

Una separazione nel Pd comunque comprometterebbe definitivamente l'idea di Renzi di raccogliere il 40% alle elezioni politiche (come successe alle europee del 2014), ottenendo così il premio di maggioranza previsto dalla attuale legge elettorale. Oggi il partito è dato da un sondaggio Ixé al 30%, in calo.

FINE SETTIMANA DI PASSIONE

Il fine settimana di passione del Pd comincia domani, sabato, con un'altra assemblea convocata in un teatro romano da tre possibili candidati alla segreteria del partito: Il governatore della Puglia Michele Emiliano, quello della Toscana Enrico Rossi e l'ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza.

I tre sono contrari ad anticipare il congresso e chiedono che il Pd blindi il governo fino alla fine naturale della legislatura, febbraio 2018. Sulle stesse posizioni, l'ex segretario Pier Luigi Bersani, che al suo successore Renzi e ai suoi sostenitori ha intimato ieri "fermatevi".

La minoranza Pd, dicono alcuni esponenti, potrebbe anche disertare l'assemblea di domenica in un hotel della Capitale.

Nei giorni scorsi una possibile nuova forza ex-Pd è stata valutata nei sondaggi tra l'8% e l'11%. Campo Progressista, la nuova formazione che fa capo all'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, è data da Ixé tra il 2,6% e il 6,4%, un intervallo piuttosto largo. Mentre Sinistra Italiana sarebbe sotto il 4%. Queste percentuali però non possono essere sommate tra loro, perché riguardano sostanzialmente la stessa area elettorale.   Continua...

 
Il premier Paolo Gentiloni (a sinistra) con l'ex premier Matteo Renzi. REUTERS/Alessandro Bianchi