Intercettazioni, Alfano: garantire diritto privacy

lunedì 9 giugno 2008 15:59
 

ROMA (Reuters) - Il ministro della Giustizia Angelino Alfano è tornato oggi a difendere il provvedimento allo studio del governo sulle limitazioni alle intercettazioni, affermando che si tratta di "una necessità trasversalmente riconosciuta" e di non voler in alcun modo con esso "spuntare le unghie alla magistratura".

E' necessario, spiega il Guardasigilli in un'intervista al quotidiano romano il Messaggero, "operare un riequilibrio tra due diritti: quello delle indagini e quello della tutela della privacy".

Il governo ha preannunciato l'approvazione al prossimo Consiglio dei ministri di un provvedimento che prevederà un "divieto assoluto" di ordinare, eseguire e diffondere intercettazioni telefoniche, salvo che nelle inchieste per camorra, mafia, 'ndrangheta e terrorismo. Per i trasgressori la pena proposta è di cinque anni di carcere, e penalizzazioni finanziarie importanti sono previste per gli editori che dovessero pubblicare le intercettazioni.

Sulla proposta non si è voluto sbilanciare il ministro dell'Interno Roberto Maroni: "L'ho letto sui giornali. Aspetto di vedere se se ne parlerà in Consiglio dei ministri", ha detto oggi durante una conferenza stampa a Parma.

La presidente della Commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno ha commentato che "è necessaria una riduzione perché è un dato di fatto che è stato fatto un uso eccessivo delle intercettazioni. La soluzione che io ritengo ideale è quella di affidare le autorizzazioni a un organo collegiale che garantisca maggiore ponderazione".

ANM CONTRO STRETTA

La stretta sulle intercettazioni è stata criticata fortemente dall'Associazione nazionale magistrati (Anm) e dal leader del Pd Walter Veltroni. L'ex magistrato e leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro l'ha definita "un progetto criminogeno" e ha minacciato il ricorso al referendum per bloccarlo.

Nell'intervista al Messaggero, Alfano ricorda che fu l'ultimo governo di Romano Prodi a "mettere in cantiere norme per arginare un fenomeno che suscita allarme e preoccupazione" e che l'attuale maggioranza intende procedere in quella direzione.

Il ministro evidenzia inoltre i costi delle intercettazioni, "capitolo che rispetto alle spese di giustizia incide per oltre un terzo".   Continua...

 
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