Berlusconi: blocco processi è per tutti, presto nuovo Lodo
ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha definito oggi l'emendamento sul blocco dei processi -- presentato nel pomeriggio al dl sicurezza in Senato e subito ribattezzato dall'opposizione "salva-premier" -- come un provvedimento "a favore di tutta la collettività", aggiungendo che nei suoi confronti "magistrati di estrema sinistra" aprono procedimenti "per fini di lotta politica".
In una lettera indirizzata al presidente del Senato Renato Schifani, il premier annuncia anche che chiederà l'ok del Consiglio dei ministri sull'emendamento in oggetto e che il governo si prepara a presentare un disegno di legge che sospende i processi per le alte cariche dello stato nel corso del loro mandato -- una riedizione del Lodo Schifani.
"Ancora una volta, secondo l'opposizione l'emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto", spiega il premier nella missiva.
I relatori al decreto sicurezza in Senato, Carlo Vizzini e Filippo Berselli, hanno presentato oggi due emendamenti al dl che, se approvati, aprirebbero di fatto la strada allo slittamento del processo milanese Berlusconi-Mills che vede coinvolto il presidente del Consiglio.
Il primo emendamento prevede la sospensione per un anno dei processi penali relativi a reati commessi fino al 30 giugno 2002 che prevedano pene detentive inferiori ai 10 anni. L'altro riguarda la formazione del ruolo di udienza, indicando quali sono i procedimenti di particolare urgenza, che devono avere priorità rispetto agli altri, in quanto relativi a reati gravi.
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"I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica", dice Berlusconi.
Il processo stralcio milanese sui presunti fondi neri di Mediaset vede imputato Berlusconi con l'accusa di corruzione giudiziaria insieme all'avvocato britannico David Mills.
Al centro del procedimento, iniziato nel marzo 2007 a Milano, c'è l'accusa secondo cui Berlusconi nel 1997 fece inviare 600.000 dollari a Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in qualità di testimone, le informazioni su due società off-shore usate dal gruppo di Segrate, secondo la procura, per creare fondi neri. Continua...

