Cina critica Bush per aver incontrato dissidenti in esilio
PECHINO (Reuters) - La Cina ha condannato l'incontro tra il presidente degli Stati Uniti George W. Bush e un gruppo di dissidenti cinesi in esilio, dicendo che questo invia "un messaggio seriamente scorretto alle forze anti-cinesi".
Sotto richiesta di parlamentari statunitensi e gruppi di pressione che hanno reclamato la necessità di prendere una più forte posizione sui diritti umani, Bush -- che ha detto ripetutamente di partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi per lo sport e non per motivi politici -- ha avuto lo scorso martedì incontri separati con il ministro degli Esteri cinese Yang Jiechi e con gli attivisti per la democrazia del paese asiatico.
"Organizzando questi incontri tra i suoi leader e questa gente, e facendo irresponsabili osservazioni sui diritti umani in Cina e sulla situazione religiosa, gli Stati Uniti hanno interferito brutalmente negli affari interni della Cina e inviato un messaggio seriamente scorretto alle forze anti-cinesi ostili", ha riferito l'agenzia di stampa Xinhua riportando quanto detto dal portavoce del ministero degli Esteri Liu Jianchao.
Bush ha avuto un colloquio con cinque attivisti in cui ha parlato delle sue preoccupazioni sui diritti umani, e ha assicurato loro che porterà il messaggio di libertà nel suo viaggio a Pechino in occasione dei Giochi, affermando che questa è sempre stata una priorità anche in tutti gli incontri avuti con i funzionari cinesi.
Tra gli attivisti, Wei Jingsheng, arrestato due volte per un totale di quasi 20 anni di reclusione prima di essere costretto all'esilio negli Stati Uniti nel 1997, e un dissidente dell'Uighur, Rebiya Kadeer, partito per gli Usa nel 2005 dopo aver passato più di cinque anni in prigione con l'accusa di aver fornito segreti di stato a stranieri.
"Queste persone sono state impegnate per molto tempo in attività secessioniste anti-cinesi e di sabotaggio sotto la bandiera dei cosiddetti 'diritti umani e religione', che ha danneggiato la sicurezza nazionale cinese e la stabilità sociale", ha detto Liu.
"Esprimiamo un forte malcontento e una ferma opposizione a tutto questo", ha aggiunto, riferendosi all'incontro tra il presidente Usa e i cinesi in esilio. Liu ha chiesto inoltre agli Stati Uniti di attenersi risolutamente alle norme di base delle relazioni internazionali e di evitare di deteriorare i rapporti tra i due paesi.
Bush ha respinto le richieste delle associazioni per i diritti umani di boicottare l'apertura dei Giochi di Pechino, il prossimo 8 agosto, sostenendo che sarebbe stato un "affronto" al popolo cinese che gli avrebbe reso più difficile parlare apertamente ai leader del paese delle sue preoccupazioni sui diritti umani.
Amnesty International ha pubblicato lo scorso martedì un rapporto sui diritti umani in Cina, in cui afferma che molte libertà dei cittadini sono diminuite da quando Pechino ha vinto la gara per ospitare le Olimpiadi.
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