Energia, Ue mette in mora Italia su oneri nucleari e incentivi

mercoledì 10 febbraio 2010 19:29
 

ROMA, 10 febbraio (Reuters) - La Commissione europea ha inviato al governo italiano una missiva in cui lo avverte che sta indagando sui rimborsi per il nucleare e gli incentivi alla produzione da fonti rinnovabili per incompatibilità con il trattato Ue.

E' quanto è scritto nel documento che Reuters ha potuto consultare e che è stato inviato il 29 gennaio al presidente del Consiglio, al ministero dell'Economia, al ministero dello Sviluppo economico e al ministero degli Esteri.

La lettera si apre con un necessario avvertimento: "La presente costituisce lettera di costituzione in mora inerente la procedura d'infrazione 2003/2246 concernente alcuni aspetti della tassazione dell'elettricità in Italia". Una lettera a cui lo Stato italiano dovrà rispondere entro due mesi, fornendo, fra le altre, informazioni sull'entità dei contributi raccolti con le tariffe e la quantità di risorse versate ai produttori nazionali.

GLI INCENTIVI CIP6 SONO UN DAZIO

Nel documento la Commissione compie una complessa ricostruzione dei rimborsi e degli incentivi, pagati in bolletta dagli italiani (con le componenti A2 A3 e A5), che lo Stato italiano ha deciso per alcune società elettriche dopo l'uscita dal nucleare concludendo che sia i primi sia i secondi, per motivi diversi, costituiscono una penalizzazione per le produzioni estere.

Il motivo è semplice: i plus pagati in bolletta dagli utenti italiani per finanziare gli oneri dell'uscita dal nucleare e gli incentivi alle produzioni con fonti rinnovabili gravano su tutta l'energia elettrica, indipendentemente dal luogo di produzione. Ma non i rimborsi che, invece, vengono riconosciuti solo ai produttori italiani.

In buona sostanza, è il ragionamento della Ue, è come se uno Stato decidesse una tassa, da far pagare ai propri cittadini, su di un certo prodotto a prescindere dal fatto se sia importato o meno. Poi decidesse un rimborso ai produttori, ma solo a quelli che producono in Italia. Una misura distorsiva che non può essere attuata nel mercato europeo.

E' il caso del notissimo Cip6, il provvedimento con cui si decise il sostegno alle fonti rinnovabili e assimiliate.   Continua...