Inchiesta polizze, accordo Credit Suisse-Fisco per pagare 100 mln euro -fonte

martedì 18 ottobre 2016 18:41
 

MILANO, 18 ottobre (Reuters) - Credit Suisse ha raggiunto un accordo di massima con l'Agenzia delle Entrate per versare al fisco italiano circa 100 milioni di euro di imposte e sanare così la sua posizione fiscale, a margine dell'inchiesta condotta dalla procura di Milano che ipotizza a vario titolo i reati di frode fiscale, ostacolo all'autorità di vigilanza e riciclaggio a carico di funzionari della banca, consulenti e clienti italiani.

Lo ha riferito una fonte a conoscenza del dossier mentre la banca, attraverso una portavoce, risponde con un "no comment".

L'accordo, aggiungono però fonti giudiziarie, non è stato ancora perfezionato, e fino a quando non verrà formalizzato e non sarà versata la somma, non si potrà arrivare alla chiusura dell'indagine penale (propedeutica alla presentazioni delle eventuali richieste di rinvio a giudizio o archiviazione)nell'ambito della quale sono state ipotizzate anche alcune richieste di patteggiamento.

Anche Credit Suisse AG, come persona giuridica, nel marzo scorso è stata iscritta sul registro degli indagati con l'ipotesi di reato di riciclaggio per effetto della legge 231 sulla responsabilità penale delle aziende per reati presupposti ascritti a propri dirigenti.

Credit Suisse, in una dichiarazione di un portavoce da Zurigo, affermava nel marzo scorso che le sue "attività con clienti privati sono sistematicamente concentrate su patrimoni dichiarati" e il gruppo ha "chiare regole interne e processi per assicurare che si conduca il lavoro in accordo alle leggi in vigore in Italia. In relazione alla 'voluntary disclosure' approvata dal governo italiano nel 2014, Credit Suisse ha immediatamente chiesto ai propri clienti di fornire prove per dimostrare di essere in regola dal punto di vista fiscale".

L'inchiesta, iniziata due anni fa, ipotizza che, attraverso diversi strumenti, il principale dei quali un sistema di polizze assicurative di succursali di società del gruppo, circa 13mila clienti italiani avrebbero trasferito all'estero oltre 14 miliardi di euro.

Fonti giudiziarie hanno precisato che non tutti i 13.000 clienti sono finiti sotto inchiesta penale: la Guardia di Finanza ha infatti controllato tutte le posizioni, per verificare e stralciare chi ha dichiarato al fisco quei depositi esteri, chi li ha regolarizzati con "scudi" o con la voluntary disclosure. Allo stesso modo, avevano precisato le fonti, non tutti i 14 miliardi di euro risulteranno alla fine verosimilmente frutto di evasione fiscale.

(Emilio Parodi)

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