Inchiesta infiltrazioni mafia, amministrazione giudiziaria per comparto Fiera Milano

martedì 11 ottobre 2016 18:14
 

MILANO, 11 ottobre (Reuters) - La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, su richiesta della procura, ha disposto l'amministrazione giudiziaria per sei mesi del comparto allestimenti fieristici di Fiera Milano, nella sua veste di controllante di Nolostand spa, già in amministrazione controllata dal luglio scorso nell'ambito dell'inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose.

Lo si evince dal decreto, letto da Reuters, che precisa che da questo momento l'amministratore straordinario Piero Antonio Capitini, lo stesso di Nolostand, avrà il compito di controfirmare ogni atto della società che riguardi allestimenti fieristici.

Non è stato possibile al momento ottenere un commento da Fiera Milano.

Il 6 luglio scorso, nell'ambito dell'inchiesta della Dda condotta dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm Paolo Storari e Sara Ombra, erano state arrestate 11 persone con l'accusa di aver creato fondi neri attraverso appalti di Fiera Milano nell'Expo, anche per favorire un clan della mafia siciliana. Le ipotesi d'accusa erano, a vario titolo, associazione a delinquere, anche finalizzata a favorire la mafia, riciclaggio e frode fiscale.

Contemporaneamente, la sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese aveva disposto l'amministrazione controllata per la società di allestimenti Nolostand, controllata da Fiera di Milano, con cui i due principali accusati avevano avuto rapporti economici "considerevoli", secondo i magistrati.

Le infiltrazioni, secondo l'inchiesta, sarebbero avvenute negli appalti di quattro padiglioni di Expo 2015, tra cui quello della Francia, della Guinea Equatoriale e di un'azienda italiana. Ma nel corso di una conferenza stampa la stessa Boccassini aveva detto all'epoca che "non ci sono responsabilità penali per Fiera Milano ed Expo".

La presunta oragniszzazione è accusata di aver emesso fatture per operazioni inesistenti, di aver evitato il pagamento di imposte, di aver creato società fittizie e riciclato denaro utilizzando anche conti all'estero (in Liechtenstein, Slovenia e Slovacchia).

Il principale accusato per l'organizzazione dell'associazione a delinquere e dei reati tributari è Giuseppe Nastasi, 40 anni, indicato come "amministratore di fatto di numerose società attive nel settore degli allestimenti feristici". Secondo gli inquirenti Nastasi è in rapporti "molto stretti" con Liborio Pace, ritenuto "elemento di collegamento" con la famiglia mafiosa di Pietraperzia (Caltanissetta) e accusato a sua volta di aver organizzato il riciclaggio del denaro.

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