UniCredit cerca partner per Pioneer, 4-5 soggetti per cessione npl-fonti

mercoledì 7 settembre 2016 18:23
 

MILANO, 7 settembre (Reuters) - UniCredit è alla ricerca di un partner strategico per Pioneer Investments e ha avuto allo scopo contatti con una decina di soggetti potenzialmente interessati.

Sta inoltre studiando un'operazione di grosse dimensioni sui non performing loans con 4-5 operatori al lavoro sul dossier e potrebbe anche avvalersi dello strumento di garanzia pubblica Gacs.

Lo riferiscono diverse fonti vicine alla situazione, spiegando che la ricerca rientra nell'ambito della strategic review, avviata a luglio dal nuovo Ceo Jean-Pierre Mustier, da cui entro fine anno scaturirà il nuovo piano industriale della banca, che conterrà anche misure di rafforzamento patrimoniale per far salire il Cet1 oggi poco al di sopra del minimo fissato dalla Bce. Nessun commento da UniCredit.

"Stanno cercando un partner strategico per Pioneer", dice una delle fonti. Un'altra parla di "contatti con una decina di soggetti interessati", senza dare ulteriori dettagli.

A fine luglio UniCredit e Santander hanno messo fine agli accordi per l'aggregazione di Pioneer e Santander Asset Management. UniCredit si è quindi riservata di valutare altre opzioni, tra cui anche la quotazione in borsa.

Secondo fonti che seguono la situazione, Pioneer vale attorno a 3 miliardi di euro. Non è chiaro se UniCredit terrebbe una quota nell'asset manager. La preferenza va a soluzioni di tipo industriale, che quindi escluderebbero altre strade come la cessione a private equity, dice una fonte.

Oggi Il Messaggero scrive che per il 20 settembre sono attese le offerte non vincolanti e cita tra i soggetti contattati Amundi, Invesco, Generali, Bnp Paribas e Axa, nessuno dei quali ha commentato.

A inizio agosto alcune fonti hanno riferito che UniCredit stima un fabbisogno di capitale di 7-8 miliardi di euro e che alcune cessioni potrebbero mitigare l'importo di un eventuale aumento di capitale.

La cessione di un pacchetto consistente di Npl, che la banca ha in carico a 38,4%, potrebbe portare una perdita e quindi far aumentare le necessità di rafforzamento patrimoniale, osservano alcune fonti. L'operazione annunciata su Mps a fine luglio prevede ad esempio un prezzo di cessione degli Npl a 27% se non si considera la tranche distribuita agli azionisti. Questo valore potrebbe essere visto dal mercato come il massimo ottenibile per operazioni di simile entità.   Continua...