Mps, la banca peggiore negli stress test europei

venerdì 29 luglio 2016 22:48
 

ROMA, 29 luglio (Reuters) - Il Monte dei Paschi di Siena è la banca che ha registrato la peggiore resistenza agli stress test dell'Autorità bancaria europea che mirano testare la capacità degli istituti a far fronte a momenti di forte crisi economica e instabilità.

Il ratio patrimoniale Cet1 della banca senese è risultato negativo per il 2,44%, unico valore sotto lo zero tra le 51 banche esaminate.

Sebbene questa volta l'Eba non abbia indicato una soglia, gli analisti hanno detto di guardare a quella dello scorso anno di 5,5%.

Tra le 12 banche peggiori anche UniCredit con un Cet1 nello scenario avverso al 7,1%.

Intesa si è fermata a 10,2%, Banco Popolare al 9,05%. Mediobanca, che non era tra le cinque banche italiane sottoposte allo stress test Eba ma a quello della Bce, ha detto di essere ben oltre l'8,75%.

I risultati Eba arrivano poche ore dopo che il Monte ha approvato, con il disco verde della Banca centrale europea, un'operazione di mercato volta alla cessione dell'intero ammontare di sofferenze e a un rafforzamento patrimoniale da 5 miliardi. Queste misure, dice la banca senese in una nota, mitigano in maniera significativa gli impatti negativi evidenziati dagli stress test.

Dopo il comunicato Eba, Unicredit ha detto che lavorerà con il Single supervisory mechanism per valutare l'impatto dei risultati sui piani di capitale della banca.

Lo stress test ipotizza per ciascun paese due scenari: uno di base (baseline), ripreso dalle previsioni della Commissione europea formulate nell'autunno 2015, e uno avverso (adverse). La simulazione è stata condotta a partire dai dati di bilancio delle banche di fine 2015.

Nello scenario avverso si ipotizza per l'Italia una caduta del Pil reale nel triennio 2016-18 di quasi sei punti percentuali rispetto alle previsioni dello scenario di base e un aumento nel triennio del rendimento dei titoli di Stato italiani a lungo termine di circa 100 punti base, che comporterebbe una svalutazione del 12% di tali titoli.   Continua...