Rcs, Cairo rinuncia a ultima condizione su banche, andrebbe subito al timone

lunedì 18 luglio 2016 15:07
 

MILANO, 18 luglio (Reuters) - Urbano Cairo inizierebbe anche subito a lavorare per il rilancio di Rcs, di cui ha conquistato quasi la metà del capitale in una dura battaglia contro un nucleo di azionisti storici (affiancati da Andrea Bonomi), cui oggi tende la mano in nome del bene dell'azienda.

Intanto annuncia la rinuncia all'ultima condizione sospensiva rimasta per considerare valida l'Opas della sua Cairo Communication, ossia il via libera delle banche creditrici al cambio di controllo di Rcs senza chiedere il rimborso anticipato. Intesa Sanpaolo, primo creditore di Rcs e da subito al fianco di Cairo, coprirà le eventuali richieste.

"Ho dato la disponibiltà a rinunciare alle vacanze, prima si comincia meglio è", ha detto ai giornalisti l'imprenditore piemontese. "Poi decideranno i consiglieri di Rcs cosa è meglio per il bene dell'azienda", ha aggiunto. Cairo sarà pienamente in possesso del 48,8% di Rcs con il pagamento delle azioni questo venerdì, il 4 agosto ci sarà il pagamento degli azionisti Rcs che nel frattempo avranno deciso di migrare all'Opas dopo aver consegnato all'Opa concorrente e risultata perdente. Avuto il controllo della società chiederà un'assemblea per il rinnovo del consiglio, sempre che l'attuale Cda non si dimetta prima.

"Il Cda sarà nominato in base alle regole dello statuto di Rcs. Certo dovrà essere un Cda molto operativo. Io voglio tutte le deleghe", ha continuato chiarendo di non aver ancora pensato alla composizione del consiglio.

Quanto agli azionisti storici (Mediobanca, Diego Della Valle, UnipolSai, Pirelli) che si erano uniti per lanciare la contro-Opa con Andrea Bonomi, partendo già dal possesso del 22,6% del capitale, Cairo ha detto: "Mi fa piacere se tutti restano, io sono sempre molto collaborativo, abbiamo avuto rapporti molto positivi con fondi e azionisti, li vogliamo avere con tutti gli azionisti di Rcs, sono disponibile con tutti".

Oggi la cordata della contro-Opa ha dichiarato non efficace la propria offerta, rinunciando a una battaglia legale per tenere il 37,7% delle azioni raccolte ed evitando così il rischio di stallo nella gestione della società.

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