Cassa Risparmio Cesena, chiusa inchiesta per falso in bilancio, 17 indagati - fonti

venerdì 8 luglio 2016 17:00
 

MILANO, 8 luglio (Reuters) - La procura di Forlì ha notificato l'avviso di chiusura indagini nei confronti di 17 ex-membri del cda e del collegio sindacale, ex manager e manager della Cassa di Risparmio di Cesena, con l'ipotesi di reato di falso in bilancio, ostacolo all'autorità di vigilanza e illecita ripartizione degli utili.

Lo riferiscono fonti investigative, precisando che è indagato anche l'istituto di credito in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società per i reati commessi dai propri dipendenti.

La banca non ha commentato la notizia.

L'inchiesta -- partita nel 2014 dopo un'ispezione della Banca d'Italia -- ipotizza che nel bilancio 2012 della banca non sia stata esposta una situazione economica e patrimoniale veritiera, perché non sarebbero stati svalutati correttamente crediti deteriorati per 40 milioni di euro di un gruppo immobiliare locale in stato di crisi.

Di conseguenza, secondo il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e la compagnia della Guardia di Finanza di Cesena, che hanno eseguito le indagini, nel bilancio non sarebbe stata evidenziata una maggiore perdita di oltre 15 milioni di euro, che ha consentito al cda della banca di deliberare, a favore dei soci, la distribuzione di acconti sui dividendi per 19,9 milioni di euro relativi a utili che non sarebbero mai stati registrati, spiegano le fonti.

Inoltre, sostengono gli inquirenti, l'omessa indicazione della perdita ha impedito alla Banca d'Italia di svolgere correttamente le proprie funzioni di vigilanza.

L'avviso di conclusione indagini -- che precede di norma la presentazione da parte della procura delle richieste di rinvio a giudizio, a meno che non intervengano fatti nuovi che portino i pm a richiedere l'archiviazione -- è stato notificato a amministratori, sindaci e manager della banca in carica alla data del 13 aprile 2013.

(Ilaria Polleschi)

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