Ilva, sindacati preoccupati per tempi vendita e capacità produttiva

martedì 21 giugno 2016 16:43
 

ROMA, 21 giugno (Reuters) - L'incontro di oggi con il governo non attenua i timori dei sindacati sul futuro di Ilva, la più grande azienda siderurgica italiana, che nei prossimi mesi dovrà essere ceduta.

"Non è possibile che si aspetti l'ultimo giorno utile per capire cosa succederà dell'Ilva. È assolutamente necessario che venga chiarito quali sono i tempi e i modi del processo di ambientalizzazione, e che sia stabilito che i livelli produttivi siano tali da garantire l'assenza di esuberi nel gruppo", scrive in una nota Rosario Rappa, delle segreteria nazionale Fiom Cgil.

Il 30 giugno scade il nuovo termine fissato dal governo per la presentazione delle offerte vincolanti. Finora, solo il gigante mondiale dell'acciaio Arcelor-Mittal, in tandem con il gruppo Marcegaglia, ha annunciato che presenterà un'offerta per Ilva, che negli ultimi tre anni ha perso circa 3 miliardi ed è in amministrazione straordinaria dal 2015.

Una seconda cordata, ha riferito una fonte a conoscenza del dossier, comprende la turca Erdemir, Arvedi, l'holding di Stato Cassa Depositi e Prestiti e Delfin, la finanziaria della famiglia del Vecchio (che controlla Luxottica).

In un decreto del 31 maggio, il governo ha sancito che le offerte economiche saranno valutate solo sulla base di piani ambientali considerati ammissibili, anche grazie a una perizia indipendente, con una procedura che durerà almeno 6 mesi.

In base a un precedente decreto, la scelta dell'acquirente avrebbe dovuto avvenire invece entro la fine di giugno.

Ilva è al centro di un processo per disastro ambientale per le emissioni inquinanti dell'impianto di Taranto, che nel corso degli anni avrebbero provocato alcune centinaia di morti.

"Noi non guardiamo alla nazionalità degli investitori ma ai piani industriali", ha detto a Reuters Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl.

I sindacati temono che alcune aziende puntino a ridimensionare Ilva - che oggi produce circa 4,5 milioni, la metà rispetto a pochi anni fa - per essere più competitive su un mercato internazionale in difficoltà. L'attuale livello di occupazione (11.000 dipendenti circa solo a Taranto) si manterrebbe solo con una produzione annua di 8 milioni di tonnellate di acciaio, dicono i sindacati.   Continua...