PUNTO 1-A2A, su vendite quote Comuni si attende nuovo sindaco Milano, manager tranquilli

martedì 7 giugno 2016 17:04
 

(Riscrive aggiungendo dettagli e contesto)

di Giancarlo Navach

BRESCIA, 7 giugno (Reuters) - Il Comune di Milano e quello di Brescia, primi due azionisti di A2A, valutano la possibilità scendere ulteriormente nel capitale. L'ipotesi avanzata da Brescia è quella di cedere almeno un 5%, a patto che Milano faccia lo stesso; la procedura è però al momento ferma in attesa di conoscere il nome del prossimo sindaco milanese fra meno di quindici giorni, nel testa a testa fra Giuseppe Sala e Stefano Parisi.

E anche nel caso di una vittoria del centrodestra, i due numeri uno della superutility lombarda, l'AD Luca Camerano e il presidente Giovanni Valotti, eletti due anni fa dalle giunte di centrosinistra, si dicono tranquilli perché il loro mandato è in scadenza il prossimo anno.

"Siamo tranquilli, facciano al meglio il nostro mestiere con risultati parlanti. Poi è legittimo che gli azionisti vecchi e nuovi facciano le loro valutazioni. Abbiamo un mandato che scade a giugno 2017 e il nostro impegno è per un mandato. Sul rinnovo gli azionisti saranno liberi di decidere", ha sottolineato Valotti al termine dell'assemblea che ha approvato il bilancio 2015 e la distribuzione del dividendo attingendo dalle riserve.

Poi ha aggiunto: "Il tema rilevante è il ridisegno dei patti fra Milano e Brescia che potrebbero vedere regole nuove o la conferma di quelle esistenti".

Uno dei temi sarà proprio quello della riduzione della partecipazione dei due Comuni, pari oggi al 50% più due azioni. Il tema è entrato anche in campagna elettorale e, sia Sala sia Parisi, si sono espressi favorevolemente sulla cessione di ulteriori quote.

"Abbiamo il compito di gestire bene l'azienda, con quali quote è una decisione su cui il management non ha nessuna competenza e si rimette a quanto decidono i soci... noi gestiamo al meglio l'azienda che ci è stata affidata", ha sottolineato Valotti.

Il manager ha poi evidenziato che "due anni fa, quando il nostro mandato è iniziato, il valore di A2A era circa la metà: a settembre 2014 il titolo valeva 0,70 euro, oggi 1,28 euro. Se i sindaci decidessero di vendere le quote guadagnerebbero il doppio rispetto a due anni fa".   Continua...