Ilva, governo vara nuovo decreto, slittano tempi cessione

mercoledì 1 giugno 2016 07:38
 

ROMA, 1 giugno (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha varato ieri un decreto legge sulla vendita di Ilva, il più importante gruppo siderurgico italiano, che sposta al 30 giugno la scadenza per le offerte vincolanti e prolunga di almeno sei mesi la cessione dell'azienda, in amministrazione straordinaria dall'inizio del 2015.

Il decreto, si legge in una nota di Palazzo Chigi, introduce "norme tecniche a carattere interpretativo o di disposizioni di procedura necessarie per perfezionare il percorso delineato al fine di assicurare la necessaria centralità alla valutazione del Piano Ambientale collegato alle offerte degli interessati".

Il governo ha stabilito che "le eventuali proposte di modifica del Piano Ambientale avanzate dagli offerenti (entro il 30 giugno 2016) saranno vagliate preliminarmente a ogni altra componente dell'offerta da un comitato di esperti nominato dal ministro dell'Ambiente, che si esprimerà nel termine di 120 giorni dall'insediamento".

Il parere verrà poi comunicato agli offerenti che dovranno provvedere nel caso ad adeguare le offerte.

Poi verrà la valutazione delle offerte economiche associate ai piani ambientali "considerati ammissibili", anche grazie a una perizia indipendente.

Reuters nei giorni scorsi aveva anticipato il probabile slittamento dei tempi di cessione, a causa della necessità di una cordata e di un piano industriale credibile a garantire un'effettiva ripresa di Ilva, che negli ultimi tre anni ha perso circa 3 miliardi di euro. Il ministero dello Sviluppo Economico aveva però smentito tale intenzione.

A oggi si profilano due possibili cordate per l'acquisizione di Ilva. Una è il tandem Marcegaglia-Arcelor Mittal, che ha già annunciato di voler presentare un'offerta. L'altra fa capo al gruppo siderurgico italiano Arvedi e potrebbe vedere la partecipazione dei turchi di Erdemir. Sul lato finanziario, invece, Cassa Depositi e Prestiti ha detto che parteciperà come azionista di minoranza nella "nuova" Ilva, affiancato dall'holding Delfin della famiglia Del Vecchio, che controlla Luxottica. Né Cdp né Delfin però si sono per il momento schierate.

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