Bpm-Banco Popolare, si lavora su soluzione nodo sofferenze - fonti

giovedì 25 febbraio 2016 19:49
 

MILANO, 25 febbraio (Reuters) - I lavori per la fusione tra Bpm e Banco Popolare procedono con l'intento di sciogliere gli ultimi nodi, con particolare riguardo al tema capitale e gestione crediti deteriorati.

L'obiettivo, spiegano alcune fonti vicine alla vicenda, è quello di venire incontro alle stringenti richieste della Bce trovando una soluzione che tolga definitivamente dal tavolo lo spettro di un aumento di capitale, non previsto dal progetto presentato dalle banche ed escluso im modo categorico dai rispettivi vertici.

"La proposta vagliata è quella di un piano di riduzione graduale delle sofferenze, al quale però la Bce deve dare il suo giudizio o indicare eventuali modifiche", spiega una fonte. Bce non ha commentato, così come i due istituti.

In un colloquio con l'agenzia Radiocor oggi Castagna ha detto che per realizzare la fusione "non ci sono nodi" e che la Bce non ha fatto richieste esplicite sulla dismissione delle sofferenze del gruppo che potrà nascere dall'integrazione.

L'importanza dell'operazione, la prima al vaglio della Bce dall'avvio della Vigilanza unica, impone la massima attenzione e prudenza anche a costo di far slittare di qualche settimana la chiusura del deal e l'annuncio dell'avvio formale del progetto, sottolineano le fonti.

"Bisogna trovare una soluzione che non implichi richieste di un aumento di capitale, altrimenti il deal potrebbe saltare", aggiunge una seconda fonte.

Sul piano di gestione sofferenze si sta cercando di trovare un compromesso sui tempi di smaltimento, che la Bce vorrebbe contenuti, mentre non si esclude la cessione di alcuni asset nelle società prodotto.

Il tema sarebbe stato al centro dell'incontro di ieri dei due AD Giuseppe Castagna e Pier Francesco Saviotti in Banca d'Italia.

A fine 2015 i crediti deteriorati lordi di Banco Popolare ammontano a 20,6 miliardi con una copertura complessiva del 31,9% e quelli di Bpm a circa 6 miliardi con una copertura del 39,6%.   Continua...