PUNTO 1-Versalis, adesioni sciopero sfiorano 95% per sindacati, 35% per Eni

venerdì 19 febbraio 2016 15:41
 

(Aggiunge posizione Eni)

MILANO, 19 febbraio (Reuters) - Consueta guerra di cifre per quanto riguarda le adesioni allo sciopero generale proclamato dai sindacati di categoria oggi su tutti gli impianti petrolchimici Eni - il terzo nel giro di due mesi - per protestare contro la decisione di vendere la chimica di Versalis, che potrebbe andare al fondo Usa SK Capital.

"Dai primi dati in nostro possesso l'adesione ha sfiorato il 95%", dice il segretario generale della Filctem Cgil, Emilio Miceli, come riporta una nota al termine dell'intervento nella manifestazione a Roma a cui hanno partecipato 3.000 lavoratori. Secondo Eni "tutti gli impianti sono regolarmente in marcia con alcune flessioni di carico concordate. Al momento risulta un'adesione complessiva allo sciopero di circa il 35% del personale Versalis".

"Eni sta affrontando nel peggiore dei modi la cessione di Versalis, rivolgendosi ad una partnership, SK Capital, poco affidabile, piccola, costellata da una miriade di società con zero dipendenti, di recentissima costituzione (2009), con sede alle Cayman. Ma che c'entra la gente che lavora con le isole Cayman, con i paradisi fiscali? Versalis non è solo un'azienda, è la chimica italiana e non può essere venduta a chicchessia", sottolinea Miceli, che insieme a Cisl e Uil ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Dello stesso tono anche le dichiarazioni del segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan: "Non possiamo consegnare Versalis e la chimica italiana ad un fondo americano che tra l'altro possiede una scarsa consistenza finanziaria. Vendere agli stranieri sarebbe una sconfitta non solo per l'Eni ma per tutto il paese".

Due giorni fa al question time alla Camera il ministro allo Sviluppo Economico, Federica Guidi, ha detto che "al momento non esiste alcuna operazione già conclusa. Sono in corso ancora due valutazioni finalizzate a garantire le migliori prospettive di Versalis".

Il mese scorso il co-fondatore e managing director del fondo SK Capital, Barry Siadat, ha confermato l'interesse ad acquisire una quota del gruppo chimico che, secondo i sindacati, sarebbe intorno al 70%.

Nella nota Eni ribadisce che intende continuare a sviluppare la chimica in Italia attraverso la ricerca di un partner con un progetto di finanziamento definito, in grado di consolidare l'importante piano di trasformazione di Versalis, ma intende mantenere una partecipazione significativa nell'azienda.

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