RPT-Italian Design Brands, acquisizione entro giugno, tra qualche anno la Borsa-AD

martedì 16 febbraio 2016 15:18
 

(Aggiunge nome partner di Private Equity Partners)

MILANO, 16 febbraio (Reuters) - Italian Design Brands (IDB), holding che punta a creare un polo dell'arredamento made in Italy di alta gamma, chiuderà la sua seconda acquisizione entro giugno e non esclude di portarne a casa un'altra entro dicembre, con l'obiettivo di raggiungere nel giro pochi anni una dimensione sufficiente per quotarsi in borsa.

Lo ha detto l'AD Giorgio Gobbi a margine di un convegno dedicato al settore del design e dell'arredamento, eccellenza italiana che soffre di una estrema frammentazione: sono solo una ventina le aziende che superano i 100 milioni di fatturato, che in media raggiunge appena i 2,6 milioni.

IDB è un veicolo creato circa un anno fa da un gruppo di imprenditori italiani tra cui Paolo Colonna, affiancati da Private Equity Partners di Fabio Sattin e Giovanni Campolo. La prima acquisizione è stato il 100% della friulana Gervasoni, fondata nel 1882 dall'omonima famiglia giunta ormai alla terza generazione. I fratelli Michele e Giovanni continuano a occuparsi dell'azienda insieme a Gobbi (co-AD) e sono entrati nel capitale di IDB.

"Entro il primo semestre annunceremo la nostra seconda acquisizione", ha detto Gobbi spiegando che "la nostra tabella di marcia ideale è fare un'operazione all'anno in modo da avere il tempo di capire l'azienda, creare un progetto ad hoc e trovare sinergie, anche se nel 2016 potremmo farne due". L'intenzione è di rilevare il controllo delle aziende ("almeno la maggioranza, il 100% è meglio") ma di mantenerle indipendenti sul mercato.

La quotazione è lo sbocco fisiologico: "E' una delle soluzioni, direi quella che potrebbe piacerci di più. Ma prima dobbiamo arrivare almeno a 100 milioni di fatturato e ottenere delle sinergie adeguate. Potremo arrivarci nel giro di qualche anno", ha detto Gobbi.

Gervasoni ha chiuso il 2015 con un fatturato sopra i 24 milioni di euro, in crescita del 7% e la speranza, dice Gobbi, è di replicare nel 2016.

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