PUNTO 1-Mediobanca, netto sem1 a 321 mln (+23%), spazio per aumento cedola,

giovedì 11 febbraio 2016 09:58
 

(aggiunge reazione titolo, commento analisti)

MILANO, 11 febbraio (Reuters) - Mediobanca vede spazio per aumentare il dividendo se il prosieguo dell'esercizio 2015-2016 conferma il trend dei conti del primo semestre e si prepara a un nuovo piano che potrebbe essere presentato tra ottobre e novembre visto che quello attuale termina a giugno.

"Se i numeri confermano la progressione vista finora e i mercati ci aiutano in modo diverso da quanto è successo in questi primi mesi dell'anno c'è spazio per migliorare il dividendo", ha detto il Ceo Alberto Nagel in un briefing sui conti confermando l'obiettivo di un payout al 40%.

Il banchiere ha poi sgombrato il campo dalle voci di un suo possibile approdo a UniCredit. "Sono probabilmente l'ultimo dei Mohicani e penso che l'attaccamento alla maglia e la gratitudine nei confronti di un'istituzione che mi ha dato grandi possibilità siano più importanti di ogni ambizione del sottoscritto", ha detto.

Mediobanca ha chiuso il primo semestre con un utile netto in crescita del 23% a 321,1 milioni di euro. Nel solo secondo trimestre l'utile netto è in calo a 76,8 milioni, principalmente a causa del contributo al fondo di risoluzione bancaria che sull'intero semestre è stato compensato dalle plusvalenze da cessioni di partecipazioni.

Gli analisti parlano in generale di "un buon set di risultati" sottolineando come note positive sia i ricavi sia la qualità degli attivi sia la solidità patrimoniale. Il mercato, tuttavia, non premia il titolo che alle 9,45 cede il 7,82% leggermente peggio dell'indice dei bancari italiani che cede il 6,72%.

"Mediobanca ha annunciato un buon set di risultati nel secondo trimestre, con un buon recupero dei ricavi e una significativa riduzione del costo del rischio", scrive in un report Annamaria Benassi di Kepler Cheuvreux.

Il Rote è cresciuto all'8% con un incremento di 1 punto percentuale.

Il Cet1 a fine dicembre si è attestato al 12,4% 'phased in', in crescita dall'11% di un anno prima, e al 13,4% 'fully phased', ben sopra l'8,75% minimo della Bce.   Continua...