Saipem, chiuso aumento in Borsa, mercato vede inoptato consistente

venerdì 5 febbraio 2016 17:47
 

di Giancarlo Navach

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - Chiudono in profondo rosso i diritti legati all'aumento di capitale Saipem di 3,5 miliardi di euro al termine della parte borsistica dell'operazione iperdiluitiva, con il mercato sempre più convinto che si profili un inoptato piuttosto consistente e quindi un possibile intervento del consorzio di garanzia.

Le azioni cedono l'1,79% a 0,52 euro, in linea con il prezzo di riferimento di inizio aumento a 0,5290 euro, mentre i diritti lasciano sul terreno il 55,81% a 0,23 euro con circa 93 milioni di pezzi scambiati, pari a un ribasso del 94% circa se confrontati con il prezzo di debutto di 3,674 euro. Oggi, ultimo giorno di negoziazione, le banche hanno venduto al meglio i diritti dei risparmiatori che non avevano ancora espresso una scelta. E questa spiega il tonfo odierno.

Sono offerte in opzione fino a un massimo di 9,67 miliardi di azioni nel rapporto di 22 nuove azioni ogni 1 azione ordinaria e/o risparmio posseduta a un prezzo di emissione pari a 0,362 euro. Se si divide il valore del diritto per il numero di azioni offerte (22) e si aggiunge il prezzo di emissione, si arriva a quota 0,37 euro circa, valore implicito del titolo. "Di fatto il valore del diritto rapportato alla singola azione nuova si è quasi azzerato a 1 centesimo e questo non invoglia alla sottoscrizione e quindi il consorzio di garanzia dovrà intervenire", dice un analista di una banca d'affari italiana che si aspetta una discesa dell'azione, post aumento, verso il prezzo di sottoscrizione.

Entro il prossimo 11 febbraio sarà possibile esercitare i diritti e solo al termine si saprà quale sarà l'eventuale inoptato. Un trader ipotizza "un 10% su 440 milioni di diritti, pari a 9,5% circa del capitale a aumento terminato". "A questo punto le banche potrebbero diventare azioniste", sottolinea un analista.

Goldman Sachs, J.P. Morgan, Banca Imi, Citigroup, Deutsche Bank, Mediobanca, UniCredit, Hsbc, Bnp Paribas, Abn Amro e Dnb Markets si sono impegnate in qualità di garanti a sottoscrivere le azioni ordinarie Saipem eventualmente rimaste non sottoscritte all'esito dell'offerta in Borsa dei diritti inoptati, al netto dell'importo oggetto degli impegni di sottoscrizione di Eni (30,4%) e Fsi (12,5%).

Oggi Consob ha approvato il supplemento alla nota informativo dell'aumento in cui l'azienda rende nota la stima di Ebitda underlying per il 2015 di 1,2 miliardi e anche la procedura di credit watch aperta da Standard & Poor's con possibili implicazioni negative per il preliminary credit rating di BBB-della società. La posizione dell'agenzia di rating, spiega la società, si basa sostanzialmente sul declino pronunciato dei prezzi del petrolio il quale potrebbe limitare in misura significativa la flessibilità finanziaria di Saipem e indurre, quindi, Standard & Poor's ad abbassare di un livello il rating nel corso dei prossimi due o tre mesi, con conseguente perdita dell'investment grade.

A seguito di queste integrazioni, gli investitori che hanno sottoscritto le azioni dal 25 gennaio alla data della pubblicazione del supplemento, hanno il diritto di revocare la loro accettazione entro due giorni lavorativi.

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