BUZZ BORSA-Saipem, nuovo tonfo diritti, in contesto difficile rischio inoptato

giovedì 4 febbraio 2016 16:37
 

4 febbraio (Reuters) -

** Nuovo tonfo dei diritti Saipem legati all'aumento di capitale da 3,5 miliardi di euro a una giorno dalla conclusione dell'operazione iperdiluitiva, mentre sembra profilarsi il rischio di inoptato e quindi di un possibile intervento del consorzio di garanzia, secondo un analista.

** A pesare anche il contesto non facile per le oil service in uno scenario di bassi prezzi del petrolio. Oggi Morgan Stanley ha ridotto la raccomandazione sul titolo a "underweight" da "equal weight" con prezzo obiettivo 0,45 euro. "Con i prezzi del petrolio in ribasso per un periodo più lungo del previsto, ci aspettiamo una crescente pressione sulle società di oil service, specialmente quelle con un alto leverege", sottolinea Morgan Stanley.

** Intorno alle 16,30 le azioni scendono dell'1,12% a 0,53 euro, mentre i diritti, dopo un'ata di volatilità, crollano del 50% a 0,54 euro. "Essenzialmente gli investitori stanno vendendo perché non vogliono partecipare all'aumento ed entro oggi possono ancora farlo, altrimenti domani, ultimo giorno di negoziazione, le banche venderanno i diritti dei risparmiatori che non hanno ancora espresso una scelta al meglio", osserva un trader.

** Sono offerte in opzione fino a un massimo di 9,67 miliardi di azioni nel rapporto di 22 nuove azioni ogni 1 azione ordinaria e/o risparmio posseduta a un prezzo di emissione pari a 0,362 euro per azione. Se si divide il valore del diritto per il numero di azioni offerte (22) e si aggiunge il prezzo di emissione, si arriva a quota 0,38 euro circa, valore implicito del titolo.

"C'è il richio concreto che a questi prezzi molti decidano di non sottoscrivere e quindi il consorzio di garanzia dovrà intervenire perché il valore del diritto rapportato alla singola azione nuova si è quasi azzerato a poco sopra 2 centesimi. Inoltre è possibile che, dopo l'aumento, il titolo scenda sotto il prezzo di sottoscrizione", sottolinea un analista di una banca d'affari italiana.

Entro domani sarà possibile negoziare in borsa i diritti, che sono esercitabili entro il prossimo 11 febbraio. Eni (30,4%) e Il Fondo strategico italiano (Cdp) (12,5%) hanno già detto che aderiranno all'aumento pro quota.

(Giancarlo Navach)   Continua...