3 febbraio 2016 / 17:13 / 2 anni fa

Bpm-Banco Popolare, trattative serrate per chiusura entro febbraio -fonti

MILANO, 3 febbraio (Reuters) - Nonostante qualche frizione e intoppo i colloqui tra Bpm e Banco Popolare per una fusione procedono in modo intenso mantenendo fisso l'obiettivo di arrivare ad annunciare una formalizzazione entro febbraio.

Lo riferiscono alcune fonti vicine alla situazione specificando che gli ultimi nodi da sciogliere riguardano in particolare la governance e le deleghe, ma anche sui concambi si sta lavorando a ritmi serrati, con riunioni continue. Un incontro è in calendario anche domani.

"Si tratta di una normale dialettica, non ci vedo nulla di strano in trattative così delicate. Bpm vorrebbe qualcosa di più in termini di parità di governance", dice una fonte che quanto alla tempistica prevista ritiene che "non si vada troppo oltre i due consigli previsti sui bilanci".

Il consiglio di gestione di Bpm per l'approvazione dei risultati 2015 è fissato per il prossimo 8 febbraio, il giorno successivo sarà la volta del Cda del Banco Popolare.

Gli stessi vertici delle due banche durante il Forex di sabati scorso avevano indicato di febbraio come mese decisivo.

Una seconda fonte, più cauta, aggiunge di "sperare" che si possa chiudere entro febbraio, senza escludere quindi qualche ritardo.

Lo schema dell'operazione emerso nelle scorse settimane prevedeva, nell'ambito di una governance di tipo monistico, un Cda composto da 7 consiglieri espressione di Bpm e 9 di Banco Popolare oltre a tre indipendenti.

Le ultime discussioni si starebbero invece concentrando attorno all'ipotesi di una parità assoluta di 8 consiglieri a testa più 3 indipendenti. In questa partita, ancora aperta, un'ultima limatura sarebbe quella di non inserire l'AD di Bpm Giuseppe Castagna, in quanto Ceo in pectore, nel 'pacchetto' dei consiglieri espressione di Bpm.

Non sarebbe messo in discussione invece l'assetto principale di vertice che vede, oltre a Castagna Ceo, Carlo Fratta Pasini, attuale presidente del Cda del Banco, alla presidenza del nuovo gruppo.

Pier Francesco Saviotti, attuale AD del gruppo veronese e disponibile a fare un passo indietro, dovrebbe assumere la guida del comitato esecutivo anche se la composizione di questo organo è oggetto di trattative. Sulla doppia sede, una legale a Milano e una amministrativa a Verona, non ci sarebbero invece ostacoli anche se alcune questioni riguardano la ripartizione delle singole funzioni.

Quanto al tema dei concambi "si sta lavorando, non credo che ci saranno particolari problemi", dice una fonte anche se "il tema di definire il valore puntuale delle due aziende è molto caldo", aggiunge un'altra fonte. In questo caso si guarda non solo ai valori di borsa e alle dimensioni dei due istituti ma anche alla qualità degli attivi che vede la popolare milanese in posizione di netto vantaggio.

Alle attuali quotazioni Bpm capitalizza 3,14 miliardi e Banco Popolare 3,21 miliardi con i rispettivi titoli che esprimono un rapporto implicito di 11,9 azioni Bpm per ogni azione del Banco.

Dal punto di vista di struttura societaria, argomento particolarmente sentito dai soci milanesi, gli accordi in essere prevedono garanzie di indipendenza per Bpm Spa con una autonomia di 3-6 anni anche se dai regolatori la volontà sarebbe quella di limitare nel tempo l'autonomia di Piazza Meda.

Le fonti sottolineano inoltre la delicata questione legata alla Bce, che dovrà approvare l'operazione e il nuovo statuto e il rischio che una volta concordato lo schema nei dettagli e trovato il consenso all'interno delle banche, soprattutto sul turbolento fronte milanese, il regolatore non chieda sostanziali modifiche tali da pregiudicare il deal.

"Bisogna mettere a punto una proposta che trovi il gradimento della Bce e tuteli al contempo tutti i soci che, non dimentichiamoci, andaranno a votare l'operazione con il voto capitario", dice una fonte. Non trovano al momento conferme infatti le ipotesi che il merger venga approvato da una Popolare Milano già diventata spa.

Per Bpm l'opzione Ubi rimane sempre aperta "ma molto sullo sfondo", dice una fonte.

(Andrea Mandalà)

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