BUZZ BORSA-Banche, B.Popolare e Bpm sugli scudi in attesa M&A, fiacche Ubi, Mps

venerdì 29 gennaio 2016 12:35
 

** In una seduta di generale rimbalzo dei bancari gli occhi del mercato sono puntati sulle prossime mosse in tema di aggregazioni che vedono principali protagoniste Bpm e Banco Popolare, la cui fusione sembra più vicina.

** Sullo sfondo ancora aperto il capitolo Mps che, tramontata l'ipotesi di un'operazione a tre con le due banche lombarde, resta un'opzione possibile per Ubi .

** Poco prima delle 12,30 sul listino milanese Banco Popolare balza del 6,6% a 8,31 euro e Bpm del 5,2% 0,73 euro. Di converso al palo Mps, in asta di volatilità dopo un rialzo dello 0,6%, e Ubi che avanza dello 0,8%. L'indice dei bancari FTSE Italia All Share avanza del 2,2%.

** L'ipotesi allo studio sull'operazione Bpm-Banco è di una fusione alla pari. Ai prezzi attuali Banco Popolare, che ha perso oltre il 36% da inizio anno, capitalizza 2,8 miliardi, meno dei 3,1 miliardi di Bpm (-22% da inizio anno) a dispetto delle maggiori dimensioni dell'istituto.

** Secondo gli analisti la migliore qualità degli attivi della banca milanese giustifica il premio di Bpm rispetto a Banco Popolare. Un primario broker italiano stima sinergie complessive dalla fusione pari all'11% dei costi complessivi e, per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali del nuovo gruppo - senza tenere conto del validazione dei modelli avanzati di Bpm - un CET1 del 12,1%.

** Per Equita Sim lo scenario di una fusione Bpm-Banco Popolare alla pari non prevede aumenti di capitale, sinergie di costo pari al 13% e un CET1 della combined entity del 12,7% che potrebbe però scendere all'11% con un aumento delle coperture, anche se questo gap sarebbe recuperabile. Il broker aggiunge inoltre che "ci sarebbe forte appeal speculativo anche alla luce di un azionariato che al momento risulterebbe molto frazionato".

** Monte dei Paschi ha pubblicato ieri sera i risultati preliminari che vedono un utile netto per il 2015 di circa 390 milioni di euro per effetto della nuova contabilizzazione del derivato Alexandria imposta da Consob, che ha dato un beneficio contabile di 500 milioni.

** Per gli analisti i conti della banca senese non offrono particolari sorprese e sono sostanzialmente in linea alle attese, pur mostrando segnali confortanti su asset quality e capitale.

"L'enfasi della stampa sul 'ritorno all'utile' del gruppo è del tutto fuorviante, facendo riferimento a prospetti riclassificati, non sono confrontabili con le modalità di diffusione dei conti utilizzate fino a fine settembre, che recepiscono inoltra effetti non ricorrenti di natura puramente contabile", commenta Icbpi.   Continua...