28 gennaio 2016 / 13:21 / 2 anni fa

BUZZ BORSA-Banche, non si arrestano le vendite, forti dubbi su piano Npl

** Si intensificano le vendite sulle banche italiane dopo il progetto sulla gestione delle sofferenze che continua a lasciare molte incertezze tra gli operatori sul suo reale impatto. Pesa anche lo scenario sulle aggregazioni che non nasconde potenziali rischi.

** L'indice dei bancari italiani perde oltre il 5%. Tra i singoli titoli Mps cede l'8%, Pop Milano il 6,5% e Pop Emilia il 6%. In forte calo anche UniCredit cede il 5,4%. Banco Popolare UBI e Intesa Sanpaolo lasciano sul campo oltre il 4%. L'indice Stoxx dei bancari europei arretra dell'1,9%.

** Il Mef ha definito i criteri per il calcolo del costo delle garanzie che il governo darà alla tranche senior delle cartolarizzazioni di sofferenze e che dovrebbe aiutare le banche a ridurre lo stock degli Npl in portafoglio.

** In attesa di altri dettagli necessari a definire lo schema tecnico dell'accordo, gli operatori sostengono che c'è ancora poca chiarezza sul tema mentre crescono i dubbi sull'efficacia del piano nello spingere gli istituti a liberarsi delle sofferenze, anche se molto dipenderà dai prezzi di traferimenti di questi asset.

** "Sinceramente mi aspettavo più sostegno dal piano. In linea generale c'è sempre un certo ottimismo ma sta iniziando a serpeggiare paura che sia di scarsa efficacia", commenta un'operatice.

** Secondo Banca Akros "il prezzo delle garanzie appare piuttosto costoso e abbiamo dubbi che molte banche italiane siano interessate ad utilizzarle per scaricare i loro crediti deteriorati".

** Per Icbpi "resta estrema incertezza sulle ricadute dello schema di garanzia sul prezzo degli attivi non performing da trasferire alle 'bad bank' e quindi, in definitiva, l'impatto - immediato e prospettico - su margini e posizione di capitale delle banche cedenti".

** Secondo i due broker, la struttura dell'accordo potrebbe essere più utile alle banche più problematiche e con un maggiore prifilo di rischio come Mps e Carige.

** Sul fronte M&A per gli operatori l'ipotesi più probabile rimane un'aggregazione Bpm-Banco Popolare, mentre il progetto Ubi-Mps sarebbe ancora in fase preliminare, con diversi punti da risolvere e, in ogni caso, potenzialmente rischiosa per il gruppo bergamasco. Lo scenario di una fusione a tre, Ubi-Bpm-Mps, mal visto dal mercato, sembra allontanarsi ma tra gli operatori c'è chi non esclude del tutto l'ipotesi, alla luce dell'andamento dei mercati e soprattutto delle continue caduta della banca senese. "Visto quello che sta succedendo non è poi uno scenario così improbabile", commenta un trader.

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