RPT-Saipem Algeria, Sonatrach e movimento cittadini algerini non ammessi come parti civili

lunedì 25 gennaio 2016 13:00
 

(Elimina refuso dal titolo)

MILANO, 25 gennaio (Reuters) - Il tribunale di Milano ha deciso di non ammettere come parte civile la società di Stato algerina Sonatrach e il "Movimento cittadini algerini d'Italia e d'Europa" nel processo su presunte tangenti che sarebbero state pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria.

I giudici hanno deciso di non ammettere il movimento perché non sono stati presentati documenti sufficienti a dimostrare l'interesse specifico a costituirsi parte civile, mentre Sonatrach è stata esclusa perché in base allo statuto societario il presidente non ha poteri idonei per la costituzione di parte civile.

Per un difetto di notifica è inoltre stata stralciata la posizione dell'imputato Samyr Ouaraied: per lui il processo riprenderà il prossimo 27 febbraio.

Oltre a Ouaraied, sono imputati, insieme alla stessa Saipem con l'accusa di violazione della legge 231 sulle responsabilità aziendali, l'ex presidente Pietro Tali, l'ex-direttore operativo Pietro Varone, Farid Bedjaoui (intermediario Saipem in Algeria e braccio destro del ministro dell'Energia Chekib Khelil) e l'ex-dirigente Alessandro Bernini, accusati di concorso in corruzione internazionale e fraudolenta dichiarazione dei redditi.

Saipem, in una nota diffusa al momento dei rinvii a giudizio, ha detto che "confida di potere dimostrare" in primo grado "l'inesistenza dei presupposti per dichiarare la responsabilità amministrativa" del gruppo.

Non è stato possibile raggiungere i legali degli altri imputati per un commento.

Nell'ambito della stessa inchiesta, lo scorso 2 ottobre il gup ha prosciolto Eni, l'ex-AD Paolo Scaroni e il dirigente Antonio Vella.

Al centro della vicenda l'acquisizione di sette contratti d'appalto in Algeria del valore complessivo di 8 miliardi di euro.   Continua...