Banche, speculazioni M&A sostengono Mps e penalizzano Ubi, Bpm

lunedì 25 gennaio 2016 12:25
 

MILANO, 25 gennaio (Reuters) - A Piazza Affari proseguono le speculazioni sull'atteso risiko bancario che si concentrano attorno a Bpm, Ubi Banca e Mps, con quest'ultima più gettonata dopo il recente crollo delle quotazioni e dopo che il premier Matteo Renzi ha auspicato una soluzione italiana.

Con Intesa Sanpaolo e UniCredit che hanno escluso ogni coinvolgimento, gli investitori guardano a Ubi come possibile cavaliere bianco dell'istituto senese, magari assieme a Popolare Milano.

Diverse fonti vicine alla situazione ribadiscono tuttavia che la priorità della banca guidata da Victor Massiah è ancora Bpm, anche se nessuno si sente di escludere categoricamente un'operazione con Siena a tre.

"In questo momento tutto è possibile ma niente è facile, anzi tutto è complicato", commenta una fonte.

Un'altra fonte ricorda come "la priorita di Ubi è sempre Milano" mentre una fusione a tre con Mps "richiede tempi lunghi ed è difficile da digerire".

Inoltre, suggerisce una terza fonte, una soluzione di questo tipo lascerebbe in posizione isolata il Banco Popolare che punta con decisione verso un merger con Bpm, e creerebbe uno squilibrio nel panorama di consolidamento domestico.

Intanto in borsa l'ipotesi che Ubi possa procedere a una aggregazione con Mps viene vista come un rischio in termini di qualità degli asset e di peggioramento di capitale nel caso in cui la banca senese dovesse effettuare svalutazioni per cedere sofferenze.

E lo stesso discorso vale per una fusione a tre anche se in fasi separate.

Attorno alle 12,20 Ubi, che venerdì aveva lasciato sul terreno il 4,7% perde il 5,21% a 4,294 euro, Pop Milano il 4,22% a 0,7835 euro, mentre Mps, alquanto volatile, è piatta a 0,75 euro dopo essersi spinta fino a 0,824.   Continua...