Eni, con bioraffinerie Marghera e Gela in linea con direttive Ue

venerdì 15 gennaio 2016 16:11
 

SAN DONATO (Milano), 15 gennaio (Reuters) - Le conversioni di Porto Marghera da raffineria petrolifera in bioraffineria e, in prospettiva, a partire dal 2018 anche dell'impianto di Gela, sono più che sufficienti affinché Eni sia in linea con le direttive europee sull'utilizzo dei biocarburanti.

E' quanto ha sottolineato Salvatore Sardo, responsabile del gruppo per la raffinazione, presentando oggi nella sede di San Donato 'Eni diesel+', il nuovo carburante con il 15% di componente rinnovabile prodotta da oli vegetali nella raffineria Eni di Venezia cui fra due anni si affiancherà anche quella di Gela per fare fronte ai crescenti fabbisogno di biocarburanti.

"All'eccesso di capacità produttiva in Europa si è risposto con la fermata di diverse raffinerie, Eni, invece, non ha chiuso Porto Marghera, ma l'ha trasformata in una raffineria che produce un prodotto nuovo con tecnologia nuova", ha spiegato Sardo che è anche presidente Versalis. "Oltre a Venezia, dal 2018, sarà pronta anche Gela e le due ci daranno la somma per addittivare i carburanti per essere in linea con la direttiva europea al 2020, riducendo le emissioni soprattutto di particolato", ha detto il manager.

La conversione di Porto Marghera ha avuto un costo di 180-200 milioni, sottolineano i vertici della società, ma "creare una raffineria ex novo avrebbe avuto un costo tre volte superiore". E comunque "due bioraffinerie sono più che sufficienti: non pensiamo assolutamente di farne altre. A livello internazionale Total ci sta pensando adesso, mentre Eni è stata la prima società che ha sviluppato una propria tecnologia che è sul mercato, mentre gli altri chiudono le proprie raffinerie".

L'annuncio di questo prodotto è il primo segno tangibile della conversione di raffinerie petrolifere, oggi, in profonda crisi a causa soprattutto della competizione dell'Asia e del Medioriente e giunge in un momento non facile per la chimica del gruppo. Alcuni giorni fa si è svolto un vertice al ministero dello Sviluppo Economico per trovare una soluzione su Versalis. I sindacati temono che Eni voglia cedere l'azienda al fondo SK Capital e per questo hanno indetto uno sciopero generale il prossimo 20 di gennaio in tutto il gruppo e in Saipem.

Eni, dal canto suo, ha ribadito la necessità di cercare un partner per Versalis in cui Eni manterrà comunque una partecipazione significativa. "Non abbiamo mai avuto una logica di chiusura, ma semnpre di confronto", ha concluso Sardo.

(Giancarlo Navach)

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