January 13, 2016 / 11:50 AM / 2 years ago

Banche, sugli scudi Banco Popolare e Bpm, ipotesi fusione rilancia settore

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MILANO, 13 gennaio (Reuters) - Banco Popolare e Pop Milano in grande spolvero a Piazza Affari spinti dalle ipotesi di un'aggregazione che potrebbe concretizzarsi, con un avvio formale delle trattative in tempi brevi.

Secondo fonti vicine alla vicenda i due istituti lavorano per cercare di arrivare ad un accordo su una fusione alla pari già entro febbraio, al più tardi a inizio marzo.

L'ipotesi è apprezzata dal mercato che, nell'ambito dell'atteso processo di consolidamento nel settore, ritiene un matrimonio tra Bpm e Banco Popolare abbia maggiori chance rispetto all'opzione Bpm-Ubi, a causa delle differenze di dimensioni e problemi legati alla governance.

Attorno alle 12,45 Banco Popolare sale del 5,56% a 11,78 euro dopo avere toccato un massimo di seduta di 12,14 euro e Pop Milano del 4,5% a 0,88 euro sotto i massimi della mattinata a 0,90 euro.

Intensi e sopra la media i volumi: oltre 2 milioni di titoli Banco Popolare trattati e 49 milioni di titoli Bpm.

In buon rialzo tutto il settore bancario con l'indice del comparto italiano a +2,9% a fronte di un progresso del 2% dell'indice bancario europeo.

"Quello tra Bpm e Banco Popolare mi sembra l'unico deal possibile. E più facile da fare e dal punto di vista industriale è ha maggior senso in quanto avrebbe una governance equilibrata" commenta un analista.

"Non dimentichiamoci poi forse l'elemento più importante: non c'è il problema dell'AD", aggiunge.

Giuseppe Castagna, attuale AD di Bpm è infatti destinato al timone del nuovo gruppo, mentre Pier Francesco Saviotti potebbe avere un ruolo di primo piano nell'organo esecutivo. In uno schema di governance di tipo monistico, a Carlo Fratta Pasini spetterebbe il ruolo di presidente.

"Inoltre piacerebbe a Pop Milano il progetto di creare una banca controllata al 100% dalla società quotata in cui concentrare tutti i 900 sportelli delle due popolari in Lombardia", dice Equita Sim.

Il modello federale di Ubi, una capogruppo cui fanno capo sette banche rete, creerebbe infatti maggiori problematiche nella gestione delle trattive sulla governance, secondo gli analisti.

Indiscrezioni stampa, tuttavia, ipotizzano che Ubi prima di abbandonare il tavolo delle trattative possa tentare un rilancio e a questo scopo è previsto per oggi un incontro tra i vertici delle due banche.

Un'eventuale integrazione si configurerebbe, nello schema al quale si sta lavorando, come un 'merger of equals', secondo le fonti.

Agli attuali prezzi di borsa Bpm ha una capitalizzazione di 3,7 miliardi circa, con attivi totali al 30 settembre di 49,5 miliardi, mentre Banco Popolare capitalizza intorno a 4 miliardi, con asset per oltre 123 miliardi.

Un'aggregazione porterebbe alla nascita di un gruppo da 172 miliardi di attivi combinati.

Quanto alla valutazioni, un analista sottolinea che "il Banco Popolare è più a sconto rispetto a Bpm", e questo spiegherebbe anche il maggiore rialzo odierno in borsa del titolo del gruppo veronese.

Più in generale, il rilancio delle indiscrezioni sulle trattative per una fusione ha risvegliato tutto il settore bancario sulle attese di M&A.

"Molti investitori erano usciti visto che il fronte M&A si era assopito e considerate anche le incertezze sull'economia mondiale. Oggi tutti cercano di rientrare sulle banche, se non altro per una questione di timing più che di reale convinzione", dice.

(Andrea Mandalà)

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