Banche, sugli scudi Banco Popolare e Bpm, ipotesi fusione rilancia settore

mercoledì 13 gennaio 2016 12:47
 

MILANO, 13 gennaio (Reuters) - Banco Popolare e Pop Milano in grande spolvero a Piazza Affari spinti dalle ipotesi di un'aggregazione che potrebbe concretizzarsi, con un avvio formale delle trattative in tempi brevi.

Secondo fonti vicine alla vicenda i due istituti lavorano per cercare di arrivare ad un accordo su una fusione alla pari già entro febbraio, al più tardi a inizio marzo.

L'ipotesi è apprezzata dal mercato che, nell'ambito dell'atteso processo di consolidamento nel settore, ritiene un matrimonio tra Bpm e Banco Popolare abbia maggiori chance rispetto all'opzione Bpm-Ubi, a causa delle differenze di dimensioni e problemi legati alla governance.

Attorno alle 12,45 Banco Popolare sale del 5,56% a 11,78 euro dopo avere toccato un massimo di seduta di 12,14 euro e Pop Milano del 4,5% a 0,88 euro sotto i massimi della mattinata a 0,90 euro.

Intensi e sopra la media i volumi: oltre 2 milioni di titoli Banco Popolare trattati e 49 milioni di titoli Bpm.

In buon rialzo tutto il settore bancario con l'indice del comparto italiano a +2,9% a fronte di un progresso del 2% dell'indice bancario europeo.

"Quello tra Bpm e Banco Popolare mi sembra l'unico deal possibile. E più facile da fare e dal punto di vista industriale è ha maggior senso in quanto avrebbe una governance equilibrata" commenta un analista.

"Non dimentichiamoci poi forse l'elemento più importante: non c'è il problema dell'AD", aggiunge.

Giuseppe Castagna, attuale AD di Bpm è infatti destinato al timone del nuovo gruppo, mentre Pier Francesco Saviotti potebbe avere un ruolo di primo piano nell'organo esecutivo. In uno schema di governance di tipo monistico, a Carlo Fratta Pasini spetterebbe il ruolo di presidente.   Continua...