Eni, studia cessione proprietà Tag, ma non diritti - fonti
ROMA, 6 novembre (Reuters) - Eni (ENI.MI: Quotazione) sta studiando la possibile cessione a investitori istituzionali italiani della proprietà del Tag, il gasdotto che porta il gas russo attraverso l'Austria in Italia, per chiudere il contenzioso con la Ue aperto lo scorso marzo.
Lo riferiscono divese fonti vicine al dossier spiegando però che Eni, controllata al 32% dal Tesoro, vuole mantenere i diritti di trasporto del gas.
Il 19 marzo la Commissione ha avviato contro Eni una procedura di infrazione per presunta violazione della concorrenza nella gestione dei gasdotti Tag, Tenp e Transitgas. Eni teme che l'iniziativa della Commissione possa concludersi con l'obbligo di cedere tutte le quote nelle società proprietarie.
La prima fonte ha detto che "il 27 a Bruxelles è prevista un'audizione di Eni davanti alla Commissione e che in quell'occasione l'Eni potrebbe offrire alla Ue la vendita del Tag, ma difficilmente il fascicolo verrà chiuso in quell'occasione".
La seconda fonte ha spiegato che "l'offerta dell'Eni riguarda solo la proprietà, perchè la società non vuole cedere i diritti di trasporto relativi a quei gasdotti che le servono per onorare i contratti in essere".
Sempre questa fonte ha detto che "la Ue potrebbe anche accontentarsi visto che in questo modo la nuova proprietà del gasdotto potrebbe fare gli investimenti necessari per incrementare la capacità e venderla ad altri operatori", aumentando la concorrenza.
Eni richiesto di un commento ha declinato l'invito.
Una terza fonte vicina al dossier dice che Eni sta studiando la soluzione con il governo italiano, che ha dichiarato il Tag asset strategico.
"La vendita potrebbe essere fatta ad altri azionisti italiani di tipo istituzionale", ha detto la fonte. Continua...

