20 maggio 2016 / 18:18 / in un anno

PUNTO 1-UniCredit, cda straordinario 24/5, possibili dimissioni Ghizzoni - fonti

(Aggiunge commenti fonti, background)

MILANO, 20 maggio (Reuters) - I consiglieri di UniCredit sono stati allertati per una possibile riunione straordinaria del consiglio di amministrazione il 24 maggio sul tema governance e per quella data il ceo Federico Ghizzoni potrebbe aver rassegnato le dimissioni, salvo sorprese dell‘ultim‘ora.

Lo riferiscono diverse fonti a conoscenza della situazione e vicine agli azionisti.

“Non c‘è ancora una convocazione formale, ma pare a tutti ormai molto probabile che il consiglio si riunisca il 24”, dice una delle fonti. “Sta maturando l‘idea di un cda straordinario il 24 maggio”, conferma una seconda fonte.

Si tratterebbe della prima riunione del consiglio di amministrazione dopo l‘incontro dei principali soci di lunedì che ha dato il via al processo di revisione della governance, mettendo in discussione anche la posizione del Ceo Federico Ghizzoni.

Non essendoci una convocazione formale, non c‘è ancora un ordine del giorno per la riunione del consiglio.

Alcune fonti ipotizzano che per quella data Ghizzoni potrebbe aver presentato le dimissioni, accelerando di fatto il processo di rinnovamento della governance.

“C‘è il 90% di probabilità che Ghizzoni arrivi al consiglio dimissionario”, dice una delle fonti. Secondo un‘altra fonte il banchiere potrebbe a quel punto mantenere le deleghe fino alla nomina del successore.

UniCredit non ha commentato.

Secondo una delle fonti la riunione sancirà semplicemente l‘avvio del processo formale per la revisione della governance, per la quale il presidente Giuseppe Vita ha avuto un mandato lunedì scorso dai principali soci, con l‘indicazione di uno head hunter, sul cui nome la discussione è ancora aperta, per la ricerca di candidati alla carica di Ceo. Verranno poi incaricati i singoli comitati ciascuno per le proprie competenze.

In ogni caso, secondo una quarta fonte, “da martedì 24 tutto dovrebbe essere deciso entro una settimana”. Il 9 giugno è già convocato un cda che sarà preceduto nella settimana precedente dalle riunioni dei singoli comitati.

VOCI SU CESSIONE ASSET, AUMENTO DI CAPITALE PIU’ PROBABILE

Sullo sfondo si comincia a ragionare sulle possibili opzioni strategiche soprattutto per migliorare la patrimonializzazione dell‘istituto, recepita come tallone d‘Achille dal mercato e dagli analisti.

“L‘aumento di capitale sembra ormai inevitabile a tutti i soci”, commenta una delle fonti aggiungendo che nella scelta del nuovo capo azienda si terrà conto anche della capacità di portare a termine un‘operazione di questo tipo.

Sono allo studio opzioni per ridurne la portata, stimata tra 4 e 8 miliardi: ieri una fonte ha riferito che l‘istituto sta procedendo alla revisione del perimetro delle partecipazioni per possibili cessioni, inclusi i “gioielli” FinecoBank, Pekao e Yapi Kredi.

Ipotesi da valutare con attenzione, visto che UniCredit ha nella diversificazione geografica un elemento di successo soprattutto in chiave funding, spiega una fonte. Si tratta, per un‘altra fonte, di alcune tra le diverse ipotesi allo studio per il rafforzamento del capitale e nulla è stato portato in Cda. E anche gli analisti sottolineano che cessioni parziali o totali di questi asset, pur portando a un sollievo immediato in termini di ratio patrimoniali, incidono poi sugli utili futuri.

Guardando alle possibili cessioni, per Fineco si potrebbe cedere fino al 15% senza perdere la maggioranza assoluta incassando circa 600 milioni. Più complessa la situazione in Turchia dove la quota di Unicredit in Yapi Kredi (2 miliardi a valore di Borsa) è detenuta da una joint venture con il partner turco Koc. Per Pekao, che capitalizza 9 miliardi e di cui l‘istituto controlla il 50,1%, qualsiasi cessione significa perdere il controllo.

ANCORA NEBBIA SUL TOTO NOMI

Il toto nomi non registra scossoni: Marco Morelli, che guida Bofa-Merrill in Italia, e l‘ex capo dell‘investment banking di UniCredit, Jean-Pierre Mustier sono i più citati dalla fonti, che però aggiungono alla lista anche Andrea Orcel, a capo dell‘investment banking di Ubs e Alberto Nagel Ceo di Mediobanca.

Tra i manager interni, ipotesi che molti danno meno probabile, si fa il nome del vicedirettore generale Marina Natale.

In discussione anche la presidenza: Lucrezia Reichlin, consigliere indipendente eletto nella lista dei fondi che aveva ricevuto in assemblea il maggior numero dei voti, appare candidata a sostituire Vita.

(Paola Arosio, Gianluca Semeraro)

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