18 maggio 2016 / 16:16 / un anno fa

RPT-PUNTO 1-UniCredit, soci pronti a ristrutturazione, restii su aumento capitale-fonti

(Aggiunge in coda responsabile investment banking Ubs)

di Paola Arosio e Gianluca Semeraro

MILANO/LONDRA, 18 maggio (Reuters) - I principali soci di UniCredit sono pronti a sostenere una radicale ristrutturazione dell‘istituto dopo aver dato il via al processo che dovrebbe portare nel giro di un mese alla nomina di un nuovo Ceo. Sono però, con varie sfumature, restii ad appoggiare l‘idea di una ricapitalizzazione, operazione che sembrerebbe indispensabile al rilancio della banca, secondo molti analisti.

Una posizione questa che potrebbe complicare la scelta del numero uno della banca, per cui il presidente Giuseppe Vita sta individuando un head hunter che selezioni una rosa di nomi. L‘idea è di trovare una soluzione nel giro di un mese anche per favorire una ripresa del titolo in borsa, rimasto più indietro rispetto ai principali competitor.

Lo riferiscono alcune fonti vicine alla situazione. UniCredit non commenta.

Intanto anche il governo sembra preoccupato per i possibili impatti di sistema di una prolungata incertezza della banca, secondo una fonte. “Ha altre preoccupazioni”, ha però detto a questo proposito il vice presidente Luca Cordero di Montezemolo.

“Serve qualcuno che sappia gestire una banca, fare una ristrutturazione. Nessuno ha parlato finora di aumento di capitale”, dice una delle fonti interpellate. “I soci puntano ad avere un Ceo che sia in grado di portare a termine una completa ristrutturazione ma non tutti sono disposti a sottoscrivere un aumento di capitale corposo”, dice una seconda fonte.

La ricerca di un headhunter rappresenta un ulteriore passo avanti nella revisione della governance della banca, compito affidato a Vita, di cui hanno riferito ieri alcune fonti..

La revisione includerà anche un rimpasto del cda, con l‘inserimento di alcuni nomi di peso come ad esempio l‘ex presidente di Cariverona Paolo Biasi e più in generale con una maggiore rappresentanza degli azionisti rispetto al board attuale.

Una delle fonti elenca le caratteristiche che, secondo i soci, il nuovo Ceo dovrebbe avere: un background internazionale, consuetudine con gli investitori istituzionali, conoscenza della banca commerciale. “La nazionalità italiana è un elemento preferenziale ma non indispensabile”, aggiunge.

“Non c‘è un profilo già pronto. Serve qualcuno che sappia gestire una banca, fare una ristrutturazione”, secondo una seconda fonte vicina a uno dei soci della banca.

Se non sembra esserci ancora una convergenza su un nome, sembra invece che ci sia accordo sul fatto che si tratterà di una scelta esterna alla banca.

Per la cronaca, i nomi che ad oggi vengono citati, in assenza di commenti ufficiali, sono quelli di Andrea Morelli, responsabile di Merrill Lynch Italia, il ceo di Mediobanca Alberto Nagel e il capo dell‘investment banking di Ubs Andrea Orcel. Al momento Morelli sembra, secondo alcune fonti, il profilo più adatto sia per curriculum sia per standing internazionale.

“La maggior parte dei banchieri più in vista in Italia non è interessata al lavoro. E’ un ruolo di 3-4 anni, è il tempo stimato per rimettere la banca in forma”, rileva però una terza fonte.

Ha collaborato da Londra Pamela Barbaglia

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