SINTESI-Rcs, Mediobanca e Bonomi lanciano contro-Opa, occhi su Cairo e Intesa

lunedì 16 maggio 2016 18:46
 

di Claudia Cristoferi

MILANO, 16 maggio (Reuters) - Dopo tante indiscrezioni e tante smentite, la contro-Opa su Rcs che punta a scalzare "la proposta indecente" dell'outsider Urbano Cairo è arrivata.

La lanciano Mediobanca, Della Valle, UnipolSai e Pirelli, che insieme posseggono il 22,6% dell'editore del Corriere della Sera, assieme ad Andrea Bonomi.

Quel che resta del salotto buono che per anni ha controllato la società editoriale, ancora oggi in perdita e con mezzo miliardo di debiti, ha scelto l'inusuale strada del mercato offrendo 0,7 euro in contanti per ogni titolo Rcs contro gli 0,53 euro circa offerti, carta contro carta, da Cairo Communication. Un investimento fino a 282,7 milioni per il 77,4% del capitale non posseduto, che per il 55% sarà in capo ai quattro azionisti storici del gruppo e per il 45% a Investindustrial.

Non sono della partita il gruppo Exor /Fiat Chrysler, che ormai ha lasciato il tavolo da gioco disperdendo sul mercato la sua partecipazione un tempo maggioritaria, e Intesa Sanpaolo che da subito si è schierata al fianco dell'Ops di Cairo Communication.

Quale che sia l'esito della battaglia inaugurata oggi, l'Ops Cairo "ha avuto l'effetto di sparigliare le carte e costringere soci recalcitranti e distratti a occuparsi della società che sembrava un po' abbandonata a se stessa, soprattutto dopo l'uscita di Fiat", dice una fonte vicina al mondo Rcs. Una seconda fonte concorda e ne attribuisce il merito a Giovanni Bazoli che, prima di lasciare Intesa, avrebbe voluto cercare una soluzione più stabile per Rcs sponsorizzando Cairo e costringendo gli altri azionisti, contrari a lasciare il controllo del Corriere all'editore piemontese, a rispondere eventualmente sul mercato.

Certamente ora le chances di Urbano Cairo si assottigliano mentre il valore del titolo si allinea al prezzo d'opa.

"Se da un punto di vista industriale ritengo che l'offerta di Cairo fosse migliore, perché in una prosettiva di fusione tra i due gruppi editoriali potevano emergere importanti sinergie, davanti a un'offerta significativamente più alta in contanti non credo che ci sia molto da discutere. Inoltre l'Opa di Bonomi e soci cita esplicitamente la possibilità di un aumento di capitale (fino a 150 milioni), con rischio di diluizione e deprezzamente del titolo per chi non sottoscrive", osserva un analista indipendente.

A suo giudizio, poi, Cairo non ha le spalle abbastanza grandi per rilanciare in contanti, perché ai 350 milioni circa necessari per rilevare il 95% di Rcs che non possiede a 0,70 euro, dovrebbe aggiungere 411 milioni di debito di Rcs (al netto della cessione di Rcs Libri); anche togliendo la sua cassa, pari a 110 milioni, si troverebbe un debito intorno ai 650 milioni "su un Ebitda 2016 combinato atteso intorno ai 120 milioni: insostenibile". Forse potrebbe migliorare il concambio o fare un'offerta mista, ma per Rcs a decidere sarà l'ampio flottante ed è "difficile trovare un'offerta più appetibile di quella cash". "A mio parere i giochi sono fatti", conclude.   Continua...