16 maggio 2016 / 11:47 / in un anno

PUNTO 1-Rcs,Bonomi lancia contro-Opa con Della Valle,Mediobanca,Unipol,Pirelli

(Riscrive parzialmente con più dettagli)

di Claudia Cristoferi

MILANO, 16 maggio (Reuters) - Andrea Bonomi e quattro tra i principali soci di Rcs, tra cui Mediobanca e Diego Della Valle, lanciano un‘Opa in contanti sul gruppo editoriale alternativa (e più generosa) all‘offerta carta contro carta promossa da un altro azionista, Urbano Cairo, appoggiato da Intesa Sanpaolo.

Si apre dunque uno scontro aperto, sul mercato, per il controllo dell‘editore del Corriere della Sera che mai aveva sperimentato battaglie finanziarie alla luce del sole e che fino a prima dell‘Ops annunciata da Cairo Communication, l‘8 aprile scorso, sembrava più un cruccio per i suoi azionisti che un‘opportunità di investimento.

Bonomi tramite Investindustrial parteciperà all‘Opa con Della Valle, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli (che arrivano insieme al 22,6% di Rcs) offrendo 0,70 euro per azione, ossia 282,7 milioni, per il restante 77,4% di Rcs. In più la cordata, che vedrà Bonomi con il 45% della newco e i quattro soci con il 13,75% ciascuno, si dice già pronta a sottoscrivere pro quota eventuali aumenti di capitale fino a massimi 150 milioni.

Il titolo, sospeso nella mattinata in vista dell‘annuncio, tratta poco sopra il prezzo d‘Opa a 0,7045 euro con un rialzo del 18,4% dopo un massimo a 0,729 euro, mentre Cairo cede in borsa l‘1,44 a 4,39 euro.

OPA IN CONTANTI E PIU’ GENEROSA, A SOSTEGNO ATTUALE CDA

Cairo offre 0,12 azioni Cairo ogni Rcs: l‘8 aprile valorizzava via Rizzoli 0,527 euro, pari a un premio del 26,8% sul giorno precedente; alla chiusura di venerdì scorso la valutava 0,534 euro. L‘offerta cash di Bonomi e soci incorpora un premio del 68,4% rispetto al 7 aprile e del 17% rispetto venerdì 13 maggio.

Pressoché tutti gli azionisti di Rcs, oltre allo stesso Cda, hanno finora giudicato troppo basso il prezzo offerto dall‘imprenditore piemontese, che ha però più volte definito congrua e non modificabile la sua offerta per una società ad oggi in perdita e appesantita da mezzo miliardo di debiti.

Tra l‘altro, l‘Opa della cordata Bonomi giunge per “sostenere e accelerare” il processo di ristrutturazione avviato “positivamente” dall‘attuale management. Anche su questo punto, dunque, le due offerte sono totalmente alternative perchè Cairo ha più volte contestato la passata e presente gestione di Rcs e ha recentemente precisato che del rilancio di Rcs se ne occuperebbe personalmente, forte della sua esperienza di editore e della ristrutturazione portata a compimento per La7.

RCS RESTEREBBE QUOTATA, OPA FINANZIATA CON MEZZI PROPRI

Tecnicamente, i soci di Rcs apporteranno le loro azioni (Diego Della Valle ha il 7,32%, Mediobanca il 6,25%, UnipolSai il 4,59% e Pirelli il 4,43%) in una società di nuova costituzione che lancerà un‘Opa volontaria sul restante 77,4% del capitale. L‘Opa, precisa un documento, non è però finalizzata al delisting di Rcs, il cui flottante sarà quindi eventualmente ricostituito.

La NewCo non avrà debiti finanziari e finanzierà l‘Opa con “mezzi propri messi a disposizione da Investindustrial e dai soci Rcs che, a valle dell‘operazione, possiederanno rispettivamente il 45% e il 55%”.

OPA CONDIZIONATA A POSSESSO 66,7% CAPITALE, MORATORIA BANCHE

L‘Opa è condizionata al raggiungimento del controllo di Rcs da parte della NewCo di almeno il 66,7% del capitale (50,1% più un‘azione, con soglia minimo al 35% più un‘azione la condizione posta da Cairo).

Come nell‘offerta di Cairo, anche Bonomi e soci hanno posto alcune condizioni sul debito di Rcs: la rinuncia da parte delle banche creditrici a chiedere il rimborso anticipato in ragione del cambio di controllo e una moratoria fino all‘approvazione del bilancio 2017 fatta eccezione che per i proventi derivanti dalla vendita di Rcs Libri.

Condizioni simili a quelle poste da Cairo.

Va ricordato che Mediobanca e Intesa Sanpaolo, oggi su fronti opposti (la prima è advisor finanziario dell‘Opa di Bonomi, banca Imi lo è dell‘Ops Cairo), sono sia azioniste che creditrici di Rcs e che ogni decisione sul contratto di finanziamento in essere va presa all‘unanimità dalle banche del pool.

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