5 maggio 2016 / 19:42 / in un anno

PUNTO 1-Veneto Banca, ribaltone in assemblea, Ambrosini presidente, Carrus DG

(Aggiunge altri dettagli)

di Andrea Mandalà e Valentina Za

MARGHERA, 5 maggio (Reuters) - All‘assemblea di Veneto Banca sul rinnovo del Cda vince la lista di opposizione capeggiata da Stefano Ambrosini che diventa il nuovo presidente dell‘istituto chiamato il mese prossimo a condurre in porto l‘aumento di capitale da un miliardo e la quotazione.

Esce sconfitta la lista contrapposta del Cda uscente che prevedeva la conferma del presidente Pierluigi Bolla e dell‘AD Cristiano Carrus che però manterrà la carica di DG anche con il nuovo assetto di governance. Il manager, a cui verranno date ampie deleghe, cerchera’ di proseguire il lavoro già avviato di mettere la banca in sicurezza e quotarla a Piazza Affari.

“Siamo vigilati speciali e quindi da domani bisogna cominciare a costruire un percorso che rassicuri i mercati e che sia in compliance con le indicazioni delle Autorità di vigilanza”, ha detto il nuovo presidente Ambrosini subito dopo la proclamazione dell‘assemblea.

“Molto lavoro è stato già fatto ma ci sono margini di miglioramento”, ha aggiunto l‘avvocato torinese, classe 1969, ordinario di diritto commerciale e già commissario straordinario di Alitalia.

CONFERMATE TEMPISTICHE IPO, NON ESCLUSO AIUTO ATLANTE

Nel corso della conferenza stampa al termine dell‘assemblea Ambrosini ha confermato le tempistiche previste per l‘aumento di capitale da un miliardo di euro e lo sbarco in borsa, atteso a metà giugno, fiducioso che l‘Ipo non ricalchi il flop di Banca Popolare di Vicenza.

“Guardiamo con molta fiducia all‘aumento. C‘è interesse del mercato con un processo di accompagnamento proficuo che ha messo in campo Banca Imi ”, dice Ambrosini.

“Non avremo un problema di insufficiente flottante come hanno avuto altri”, aggiunge.

Nonostante l‘ottimismo sulla positiva risposta degli investitori istituzionali e anche da parte del territorio, per quanto riguarda il retail, il nuovo presidente non chiude le porta a un eventuale intervento del fondo Atlante, che ha dovuto sottoscrivere l‘intero aumento di capitale di Popolare Vicenza.

“Sarebbe sciocco rinunciare ad aprire un paracadute quando lo hai nell‘aereo. Aspettiamo a vedere se il fondo Atlante sarà utile oppure no. Non esiste una sindrome Vicenza”, ha detto.

Imprescindibile inoltre la ricerca di un partner post quotazione “ma non bisogna sbagliare”, ha detto Ambrosini in merito a futuri piani di M&A.

Quanto alla guida operativa delle banca il nuovo presidente ha spiegato che il programma della lista non prevedeva la nomina di un AD e che Carrus sarà pertanto confermato DG “con poteri che definirei da plenipoteniziario”.

PRESTO AZIONE DI RESPONSABILITA’ CONTRO VECCHIA GESTIONE

A breve sarà inoltre affrontato anche il tema dell‘azione di responsabilità nei confronti della passata gestione, ha rassicurato Ambrosini.

Nel corso dell‘assemblea il presidente uscente Bolla aveva illustrato una informativa del Cda sul tema, sottolineando che dalla ricognizione è emerso un quadro che apre la possibilità di proporre ai soci un‘azione di responsabilita’ della vecchia gestione, ha detto.

Tornando all‘esito dell‘assemblea la lista dei soci ha ottenuto il 57,9% del capitale presente mentre la lista presentata dal Cda uscente ha avuto il 37,16% circa.

Oltre a Stefano Ambrosini, entrano l‘ex consigliere economico di Palazzo Chigi Carlotta De Franceschi, Matteo Cavalcante (presidente dell‘associazione ‘Per Veneto Banca’), Giovanni Schiavon (presidente dell‘associazione ‘Azionisti Veneto Banca’), Roberto Nevoni, Dino Crivellari, Maria Cristina Bertellini, Laura Dalla Vecchia, Aldo Locatelli, Debora Cremasco, Fabio Bassan e Michele Padovani. Dalla lista risultata di minoranza sono eletti Bolla e Carrus.

In vista dell‘assemblea tra le due liste si sono consumati duri scontri e scambi di reciproche accuse mentre la Bce con una lettera aveva acceso un faro chiedendo che nel nuovo board non ci fossero legami con il passato.

Lo scorso martedì il presidente Bolla aveva denunciato le esposizioni creditizie della banca verso soggetti che proponevano la lista di opposizione accusando inoltre la ‘vicinanza’ di molti candidati all‘ex DG Vincenzo Consoli.

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