Eni ribadisce impossibilità proseguire attività produttiva in Val d'Agri

venerdì 22 aprile 2016 17:19
 

MILANO, 22 aprile (Reuters) - Eni ribadisce l'impossibilità di proseguire l'attività produttiva nel Centro Olio di Val d'Agri e conferma l'intenzione di richiedere un incidente probatorio tecnico in contraddittorio con la Procura, che consenta di verificare sia la conformità dell'impianto alle best practice internazionali adottate per impianti analoghi in tutto il mondo, sia il rispetto della normativa italiana.

E' quanto si legge in un comunicato emesso dalla major petrolifera.

Stamani alcuni dirigenti Eni sono stati sentiti a Potenza dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. "Sulla base delle chiare evidenze scientifiche emerse dagli approfondimenti tecnici e scientifici condotti da un collegio di periti indipendenti, Eni ha ribadito che il Centro Olio Val d'Agri ha sempre operato nel rispetto dei requisiti normativi e autorizzativi con l'adozione delle best practice internazionali", spiega il comunicato.

I dirigenti Eni hanno illustrato alla Commissione le modalità di funzionamento dell'impianto e le pratiche di trattamento delle acque di produzione, evidenziando che, a seguito del sequestro disposto dalla Magistratura, dal punto di vista tecnico e operativo non è possibile proseguire - nemmeno parzialmente - l'attività produttiva del Centro Olio Val d'Agri.

"Non esiste una soluzione alternativa di tipo industriale che consenta di evitare la fermata degli impianti: il Centro Olio dovrebbe essere riprogettato dal punto di vista impiantistico e ingegneristico ed essere sottoposto a un nuovo e complesso iter autorizzativo per operare non più come un impianto energetico ma come un impianto di trattamento rifiuti", si legge.

"Un'ipotesi del tutto irrealistica sia dal punto di vista industriale che normativo".

Lo scorso 19 aprile il Tribunale del riesame di Potenza ha confermato il sequestro degli impianti del Centro Olio di Val d'Agri disposto dalla Procura di Potenza, che ha aperto un'inchiesta sul traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti. Contestualmente la major ha avviato la procedura per il ricorso alla cassa integrazione per i 354 lavoratori dell'impianto.

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