Azimut, proxy bocciano lista Timone ma ad essere in forse sono i maxi bonus

mercoledì 20 aprile 2016 13:22
 

MILANO, 20 aprile (Reuters) - Non è scontato che i consiglieri e i sindaci uscenti di Azimut riescano a portare a casa un bonus fino a rispettivamente 5 e 2,5 milioni di euro, considerati eccessivi da parte dei principali proxy advisors e "senza precedenti" per alcuni esperti di corporate governance. Un'integrazione degli emolumenti di amministratori e sindaci non era stata neppure prevista alla scadenza dei due organi tre anni fa.

All'assemblea di Azimut del 28 aprile, dove gli istituzionali dovrebbero essere in netta maggioranza data una compagine azionaria ricca di fondi, non ci sono formalmente i numeri neppure per approvare l'unica lista per il cda presentata, quella dei manager e dipendenti di Timone. Tanto più che sia ISS che Glass Lewis hanno raccomandato di votare contro questa lista giudicandola inadeguata sotto il profilo dell'indipendenza. A sorpresa i voti delle minoranze non potranno essere catalizzati neppure da una lista del comitato dei gestori perchè, spiegano da Assogestioni, non è stato raccolto un numero sufficiente di azioni per presentarla.

Ma, come già accaduto in passato, i consiglieri della lista Timone dovrebbero alla fine riuscire a insediarsi o grazie all'appoggio di qualche fondo che non seguirà le indicazioni dei proxy o con la votazione per alzata di mano di ogni singolo consigliere della lista, votazione a cui non partecipano i fondi che hanno già dato una indicazione di voto diversa.

"Come è successo nel 2013 qualche fondo potrebbe supportare la lista di Timone", spiega Sergio Carbonara, fondatore del proxy advisor italiano Frontis Governance.

Carbonara ricorda che c'è bisogno del 35% per approvare i singoli punti, considerando che l'anno scorso c'erano il 69% dei voti. Quindi Timone, oggi al 13,3%, avrebbe bisogno di un altro 22% circa per far passare i punti dell'assemblea ordinaria "tranne quello relativo all'aumento del rapporto fra componente variabile e componente fissa della remunerazione per cui c'è bisogno dei 2/3 dei voti", aggiunge.

Alla riunione del 28 aprile gli azionisti potrebbero inoltre essere chiamati ad esprimersi sull'opportunità di proseguire con l'ipotesi di trasferimento della sede legale all'estero se per quella data non sarà arrivato il via libera di Bankitalia alla riorganizzazione del gruppo. I proxy advisor su questo punto concordano di votare a favore ma non manca chi solleva dubbi, anticipando che Azimut potrebbe trasferirsi in Olanda "dove c'è il voto multiplo e i diritti delle minoranze sono meno tutelati anche sotto altri aspetti", ha detto uno specialista di corporate governance. "Se si voterà a favore di tutti i punti proposti dovremo riconsiderare l'effettivo e reale committment declamato dai fondi istituzionali a favore dell'eticità anche alla luce della questione della tax avoidance per lo spostamento del regime fiscale", ha aggiunto.

Azimut non ha rilasciato commenti.

(Maria Pia Quaglia)

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