M&A, Bassilichi tratta con Icbpi per polo nazionale pagamenti - AD

mercoledì 13 aprile 2016 14:19
 

FIRENZE, 13 aprile (Reuters) - Il Gruppo Bassilichi, operatore fiorentino del business process outsourcing, sta trattando con Icbpi, con l'obiettivo di creare il primo polo italiano dei pagamenti.

Lo ha detto a Reuters l'AD del gruppo, Leonardo Bassilichi, confermando quanto anticipato da tre fonti il 10 marzo scorso.

"Stiamo trattando", ha affermato Leonardo Bassilichi. "Io e mio fratello Marco (presidente del gruppo, ndr) stiamo tentando di fare un'operazione industriale di dimensione molto importante e di rilevanza strategica per l'Italia. Non è detto che ci riusciamo, ma la nostra ambizione è creare il primo polo nazionale per i pagamenti".

L'interlocutore di Bassilichi è Icbpi, l'istituto centrale delle banche popolari, che l'anno scorso è passato di mano, oggi controllato da Bain Capital, Advent International e Clessidra, e che opera anche attraverso il marchio CartaSì.

L'obiettivo dell'operazione, spiega Bassilichi, "è superare il nanismo che deriva dalla tradizione per cui ogni banca ha un suo soggettino per operare e creare un soggetto industriale forte per la battaglia europea".

I fratelli Leonardo e Marco Bassilichi possiedono il 23,05% del capitale del gruppo omonimo. Gli altri azionisti sono Mps (11,74%), Mps Venture Capital (19%), la Finanziaria senese di sviluppo (12,84%), Sici Sgr Fondo Centro Invest (5%), Sici Sgr Fondo Toscana Venture (11,29%) e la Banca Popolare dell'Emilia Romagna (8,87%).

"I fondi, che possiedono il 45% del capitale, hanno già dichiarato di voler uscire", ha proseguito Leonardo Bassilichi. "Stiamo cercando di guidare l'acquisto delle loro quote da parte di Icbpi. Sarebbe utile che anche le banche, Mps e Bper, e lo dico con il massimo rispetto, uscissero dal capitale: sarebbe una valorizzazione per loro. Io e Marco saremo imprenditori e investitori in questa nuova realtà, non ci sarà nessun disinvestimento da parte nostra".

Bassilichi ha avviato da tempo anche un percorso di avvicinamento a Piazza Affari, ma presidente e AD non hanno mai nascosto di preferire una strada alternativa, attraverso l'ingresso di un fondo internazionale oppure tramite un'operazione di aggregazione.

Le trattative in corso rendono concreta quest'ultima prospettiva. "Trattiamo per entrare in una realtà industriale che valorizzi tutti i nostri asset e che non si configuri come un'aggressione sociale", ha concluso Leonardo Bassilichi. "Per noi è il momento migliore degli ultimi cinque anni. Chiuderemo il 2015 in utile, meglio degli anni precedenti, perciò possiamo scegliere: dobbiamo fare il meglio pensando oggi a cosa accadrà nel sistema bancario italiano nei prossimi dieci anni".

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