Eni, vendita quota in Mozambico entro 2016, impatto da stop Val d'Agri "sopportabile" - AD

lunedì 4 aprile 2016 17:21
 

MILANO, 4 aprile (Reuters) - Eni è assolutamente tranquilla sull'inchiesta in corso da parte della procura di Potenza sul traffico e smaltimento illecito di rifiuti in Basilicata, che ha spinto la major a sospendere l'attività produttiva di Val D'agri, dal valore di 75.000 barili di petrolio al giorno e, in via temporanea i 5 lavoratori arrestati.

"Siamo assolutamente tranquilli e non siamo avvelenatori", ha detto l'AD Claudio Descalzi, a margine della presentazione del piano strategico agli investitori in Piazza Affari.

Quanto all'impatto proveniente dallo stop alla produzione, il manager ha sottolineato che "su 75.000 barili al giorno, noi abbiamo il 60%, si tratta di un impatto che possiamo sopportare. Certo avrà un suo impatto. Quello che conta è fare luce e capire che cosa è successo. E' stata una doccia fredda e non me l'aspettavo. Non ho l'ansia di mettermi a produrre, quando ripartirà non lo so".

Sulla vendita del 15% del campo 4 di Mozambico, di cui Eni detiene il 50%, Descalzi ha confermato che l'obiettivo è concludere il deal entro l'anno: "i negoziati sono in corso più sul Mozambico che su Zohr, ma non posso dire con chi", ha tagliato corto.

Relativamente all'inchiesta sulla società petrolifera Unaoil nell'ambito di un'indagine mondiale per corruzione, Descalzi ha detto che Eni non ha contatti con la società.

(Giancarlo Navach)

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