22 marzo 2016 / 12:43 / un anno fa

Banche, governo chiede fiducia a Camera su decreto sofferenze, Bcc

ROMA, 22 marzo (Reuters) - Il governo ha posto alla Camera la questione di fiducia sul decreto che riforma le banche di credito cooperativo e istituisce una garanzia pubblica sulla cartolarizzazione delle sofferenze.

A dare l'annuncio è stato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.

L'inizio delle dichiarazioni di voto è previsto alle 10,30 di domani, alle 12,00 partiranno le votazioni.

Il via libera definitivo è atteso in settimana, poi il decreto andrà in Senato, dove dovrebbe essere convertito in legge al più tardi il 7 aprile.

Nel corso dell'esame in Commissione alla Camera sono stati concordati alcuni emendamenti per rendere più efficaci entrambi i provvedimenti.

Il ministero dell'Economia potrà emettere la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs) non solo a favore delle banche ma anche di "altri intermediari finanziari".

La modifica, avallata dal governo, ha l'obiettivo di ampliare il numero di soggetti interessati ad acquistare i non performing loans.

Le risorse stanziate per far fronte agli oneri potenziali della garanzia salgono a 120 da 100 milioni.

Un ulteriore emendamento stabilisce che le sofferenze possano essere trasferite per un importo "non superiore al loro valore contabile netto alla data di cessione".

Per quanto riguarda la riforma del credito cooperativo, le banche che vorranno restare indipendenti dalla capogruppo avranno 60 giorni di tempo per esercitare la 'way out'. La decorrenza scatta dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, quindi il termine ultimo per esercitare l'opzione cadrà attorno a metà giugno.

La way out è riconosciuta agli istituti con almeno 200 milioni di patrimonio netto al 31 dicembre 2015 e a chi decide di associarsi con una banca che rispetta questo requisito.

La Bcc dovrà conferire l'azienda bancaria ad una società per azioni versando allo Stato "un importo pari al 20% del patrimonio netto".

La forma cooperativa è salvaguardata perché la Bcc conferente ha l'obbligo di "modificare il proprio oggetto sociale per escludere l'esercizio dell'attività bancaria" e destinare le riserve a fondi mutualistici.

Le Bcc altoatesine potranno formare un gruppo a parte.

È previsto inoltre un fondo temporaneo, promosso dall'associazione nazionale del credito cooperativo, per accompagnare il processo di aggregazione.

Novità anche sulla capogruppo: il ministero dell'Economia potrà ridurre per decreto a meno del 51% la quota di controllo delle Bcc, qualora vi fosse la necessità di reperire capitali freschi sul mercato.

Una volta concluso il passaggio a Montecitorio toccherà al Senato esaminare il provvedimento in seconda lettura. Il via libera definitivo è atteso tra il 5 e il 7 aprile, stando al calendario deciso dai capigruppo.

(Giuseppe Fonte)

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