Bpm/B.Popolare, determinate su fusione, non più escluso al 100% aumento capitale

sabato 19 marzo 2016 15:47
 

di Gianluca Semeraro

LODI, 19 marzo (Reuters) - Banco Popolare e Bpm sono determinate a realizzare il progetto di aggregazione e per questo motivo hanno oggi una maggiore propensione a venire incontro alle richieste formulate dalla Bce, anche quelle relative al rafforzamento patrimoniale.

Lo ha detto l'AD di Banco Popolare Pier Francesco Saviotti che, per la prima volta, non ha escluso al 100% un aumento di capitale legato all'operazione anche se ha sottolineato che nulla è stato deciso al momento.

"Noi partiamo dal presupposto che il capitale che abbiamo è robusto ma siccome dalla Bce insistono sulla possibilità di ulteriori miglioramenti, abbiamo preso in considerazione che ci possano essere iniziative sotto l'aspetto di un rafforzamento del patrimonio. Il che non significa necessariamente un aumento di capitale, ma non sono in grado di dire se escluderlo al 100%", ha detto Saviotti al termine dell'assemblea di bilancio a Lodi.

Ci sono anche altri strumenti, come ad esempio un piano di dismissioni, ma asset come Aletti Gestielle o Agos Ducato oppure Anima Holding, in capo a Bpm, non ha senso che siano ceduti, ha spiegato Saviotti.

La Bce mercoledì ha inviato una lettera ai due istituti in cui, tra le altre cose, sottolinea come condizione per l'ok alla fusione la necessità immediata di una forte posizione patrimoniale e di qualità degli asset.

Entro il 22, giorno in cui è già convocato da tempo un cda ordinario del Banco, i consigli dei due istituti discuteranno sulle misure da intraprendere per soddisfare le richieste della Bce, oggi presente in assemblea con Ilze Rainska, alla guida del joint supervisory team che si occupa della banca, che non ha rilasciato dichiarazioni.

La fusione ha avuto ieri anche la benedizione del premier Matteo Renzi e del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e oggi in assemblea era presente, a riprova dell'attenzione della politica, il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini, lodigiano di nascita. Un endorsement, quello politico, che ha fatto tornare il sereno su un progetto che ieri in mattinata sembrava sul punto di naufragare.

E oggi anche Saviotti, davanti a una platea di oltre 7.000 soci dislocati nelle tre sedi di Lodi, Verona e Lucca, ha dispensato ottimismo: "se son rose fioriranno e mi sento di poter dire che la fioritura dovrebbe arrivare, mi auguro in tempi ragionevolmente brevi". A Verona era presente anche Fondazione Cariverona, con una partecipazione nel capitale di poco meno lo 0,5%, che segue con attenzione le vicende del Banco.   Continua...