Eni contraria a referendum sulle trivelle, danneggia settore

venerdì 18 marzo 2016 18:48
 

LONDRA, 18 marzo (Reuters) - I vertici dell'Eni sono contrari al referendum sulle trivelle il prossimo 17 aprile sulla durata delle concessioni per idrocarburi entro le 12 miglia marine.

"La mia domanda è perché", si è chiesto l'AD, Claudio Descalzi, nel corso della conferenza stampa seguita alla presentazione del piano strategico 2016-2019, a Londra. "Non stiamo facendo nuovo gas, ce n'è già tanto. Non ci sono stati incidenti, non c'e' stato inquinamento, il gas è sicuro e abbiamo tecnologia, lavoratori, turismo. Nelle aree dove c'è il maggior numero di impianti, come la costa Adriatica. Dove abbiamo il 90% della produzione, a Ravenna, la maggior parte della gente è contraria al sì al referendum", ha spiegato.

Critica anche la presidente, Emma Marcegaglia: "Le attività sono molto importanti per l'Italia, lo dicono i numeri. Parliamo di 30.000 posti di lavoro, un miliardo in investimenti, 300 milioni in ricerca e un miliardo di gettito fiscale e royalties. E' un'industria importante per il Paese".

"Il referendum non è una bella cosa e gli impatti si stanno già verificando, con le aziende straniere che stanno lasciando l'Italia", ha concluso.

(Giancarlo Navach)

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