18 marzo 2016 / 18:28 / 2 anni fa

PUNTO 1-Eni, taglia 21% investimenti e aumenta dismissioni al 2019, conferma cedola

* Versalis e area 4 Mozambico saranno ceduti entro 2016

* Dividendo 2016 a 0,80 euro per azione, floor per prossimi anni

* In arco piano costi saranno ridotti per 6 miliardi (Riscrive, aggiunge dichiarazioni, accorpa pezzi, altri dettagli)

di Giancarlo Navach

LONDRA, 18 marzo (Reuters) - Il mini petrolio costringe l‘Eni a ridurre drasticamente investimenti e costi nei prossimi quattro anni e nel contempo spinge la major ad accelerare sulle dismissioni, anche per confermare il pagamento della cedola a 0,80 euro per azione quest‘anno, interamente per cassa, un floor per i prossimi anni.

Entro il 2016 è attesa la vendita di una quota significativa di Versalis, così come la discesa sotto il 50% nell‘area 4 di Mozambico, mentre non c‘è fretta per scendere anche nel campo giant Zohr in Egitto di recente scoperta di cui detiene il 100%. Complessivamente la major prevede di realizzare nuove dismissioni per 7 miliardi di euro, la gran parte nei prossimi due anni, che saliranno a circa 14 miliardi a fine piano, nel 2019, se sommate a quelle annunciate e realizzate l‘anno scorso:

uscita da Galp e Snam e vendita del 12,5% di Saipem al Fondo strategico italiano della Cdp.

Nel presentare agli investitori a Londra il piano 2016-2019, Eni ha annunciato il taglio del 21% degli investimenti a 37 miliardi di euro a fine piano per fare fronte ai bassi prezzi del petrolio.

“Vogliamo essere sempre di più un‘azienda focalizzata sull‘upstream, oil and gas e Versalis, che ha fatto molto bene, non è più strategica per ciò che vogliamo essere. Stiamo trattando per trovare un partner che ci aiuti. Ridurremo la nostra partecipazione”, ha spiegato l‘AD, Claudio Descalzi agli analisti. Il Cfo, Massimo Mondazzi ha detto che sarà ceduta entro il 2016.

Visibilmente contrariato Descalzi ha puntualizzato che “nella chimica abbiamo perso 7 miliardi. La società aveva 45.000 dipendenti e ora sono 4.000. Abbiamo iniziato un beauty contest, non abbiamo selezionato Sk e loro l‘hanno vinto e poi abbiamo avviato negoziati e stiamo andando verso diversi livelli di due diligence sulla capacità finanziaria ed è quello che andremo a scoprire: se saranno forti per sostenere questa acquisizione”.

Oggi i sindacati, contrari alla vendita della società al fondo Usa, hanno nuovamente scioperato in alcuni impianti e inviato una lettera al presidente del consiglio, Matteo Renzi e all‘azienda per chiedere di interrompere la trattativa.

Mondazzi ha poi spiegato che la società pagherà il dividendo “fully cash perché possiamo farlo. Ai 7 miliardi possiamo aggiungere anche il retail gas e altre azioni di Saipem. Ci teniamo una maggiore flessibilità per rispondere ai nostri impegni”.

La major stima, inoltre, di ridurre i costi di 3,5 miliardi grazie alle rinegoziazione dei contratti. A questi si aggiungono altri risparmi cumulati nei costi generali e amministrativi per 2,5 miliardi rispetto ai 2 miliardi del piano precedente.

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