Processo riciclaggio Firenze, Bank of China valuta anche patteggiamento

mercoledì 16 marzo 2016 18:31
 

FIRENZE, 16 marzo (Reuters) - Bank of China, imputata in base alla legge 231 nell'udienza preliminare che si è aperta oggi al Tribunale di Firenze e che vede 298 persone accusate di riciclaggio per oltre 4,5 miliardi di euro trasferiti dall'Italia alla Cina, sta valutando fra le possibili opzioni anche quella di chiedere il patteggiamento.

Lo ha riferito a Reuters un portavoce di Bank of China (BOC), dopo che una fonte a diretta conoscenza del dossier aveva parlato dell'avvio di contatti fra la procura e la banca per sondare la possibilità del patteggiamento.

"Essendo in corso la fase processuale in cui possono essere richiesti riti alternativi, Bank of China sta valutando tutte le opzioni possibili", ha detto un portavoce dell'istituto bancario cinese.

In precedenza, a una domanda sulla presentazione di una richiesta di patteggiamento, una fonte a conoscenza del dossier aveva risposto che "ancora non c'è nessuna ufficializzazione, ma è un'opzione che stanno valutando. Poi bisogna vedere le possibilità che prevede la legge".

Una volta che la eventuale richiesta di patteggiamento ottenesse il parere favorevole della procura, spetterebbe poi al giudice dell'udienza preliminare decidere se accoglierla.

Va inoltre ricordato che in Italia il patteggiamento non equivale a un'ammissione di colpevolezza, ma è una pena concordata che consente di uscire dal processo penale. BOC ha sempre respinto le accuse.

L'udienza preliminare davanti al gup di Firenze Paola Liguari si è aperta oggi ed è stata rinviata al prossimo 6 aprile.

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