16 marzo 2016 / 12:53 / 2 anni fa

Banco Popolare-Bpm, titoli in calo su crescenti timori fusione

MILANO, 16 marzo (Reuters) - In un settore bancario debole Pop Milano e Banco Popolare sono in calo per la seconda seduta consecutiva, appesantite da crescenti incertezze sulla operazione di fusione alimentate dall‘allungamento dei tempi attesi.

Dopo diversi mesi di trattative il previsto merger, atteso dal mercato come la prima operazione M&A nel settore delle banche popolari dopo la riforma, non riesce a decollare per il mancato via libera, anche se informale, della Bce che pone paletti stringenti relativi alla gestione delle sofferenze e alla governance.

Nelle sale operative, all‘interno di uno scenario prevalente che vede un raggiungimento dell‘operazione coerentemente con la logica delle integrazioni bancarie, si insinua sempre più il timore che il deal possa naufragare, evento che penalizzerebbe tutto il settore del credito.

Alle 13,40 circa il titolo Banco Popolare è in calo del 2,9% circa a 7,81 euro, mentre Bpm perde il 2,2% a 0,69 euro. I volumi sono sotto la media.

L‘indice FTSE All Share delle banche italiane, appesantito anche dai cali dei big Intesa Sanpaol6o (-2%) e UniCredit (-1,4%) arretra dell‘1,75% trascinando al ribasso tutta Piazza Affari.

“Ad oggi l‘idea prevalente è stata che la fusione dovesse andare comunque in porto, ma l‘allungarsi dei tempi complica tutta l‘operazione”, commenta un trader secondo cui tutto il comparto bancario soffre oggi per le incertezze attorno alla fusione tra le due popolari.

“Girano tanti rumor sui problemi legati alla gestione delle sofferenze e alla necessità di un aumento di capitale. Diversi elementi che fanno ritenere che non ci siano i presupposti per chiudere la fusione”, aggiunge un altro trader.

Anche quest‘ultimo operatore sottolinea i potenziali riflessi negativi dell‘eventuale fallimento dell‘operazione per tutto il settore bancario italiano.

“Non sarebbe certo una bella notizia per il comparto. Significa che c‘è uno scoglio sofferenze che pesa sul futuro consolidamento del settore, quindi ostacoli per il raggiungimento di standard di efficienza per le banche italiane che sono ancora troppo piccole”, dice.

Secondo quanto riferito nei giorni scorso da fonti vicine alla situazione la Bce ha chiesto una drastica riduzione e tempi di smaltimento particolarmente stretti sui crediti dubbi, lasciando sullo sfondo la necessità di un aumento di capitale che le due banche non intendono effettuare.

La Vigilanza avrebbe inoltre posto dei paletti sulla governance del nuovo gruppo e in particolare sul progetto di creare sotto la holding una Bpm Spa quale banca rete degli sportelli lombardi delle due banche, e dotata di un Cda, per un periodo limitato a tre anni.

Nell‘ultimo incontro di mercoledì scorso presso la Bce tra i vertici delle due banche e il regolatore europeo, i nodi non erano stati ancora sciolti. Secondo una fonte vicina alla situazione dei segnali da Francoforte potrebbero arrivare in circa dieci giorni dal meeting, ma anche per questa volta non è detto che sia una risposta risolutiva.

Nessun commento dalle due banche.

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