10 marzo 2016 / 12:26 / tra 2 anni

PUNTO 1-Banche, Italia ricorre contro decisione Vestager su salvataggio Tercas

* Per Roma non è aiuto di Stato intervento Fondo garanzia depositi

* Non previsti effetti su passati salvataggi banche

* Italia punta a modificare regole su bail-in ma è isolata (Aggiunge contesto, dettagli)

By Giselda Vagnoni and Stefano Bernabei

ROMA, March 10 (Reuters) - L‘Italia ha presentato un ricorso alla Corte di giustizia europea contro la decisione della Commissione Ue di vietare una operazione del 2014 di salvataggio della Cassa di risparmio di Teramo (Tercas), in una iniziativa che potrebbe portare chiarezza tra Roma e Bruxelles sul tema degli aiuti di Stato e dei salvataggi delle banche.

Lo riferiscono tre fonti vicine alla vicenda.

La commissaria Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager lo scorso anno ha notificato lo stop al salvataggio di Tercas tramite il sostegno del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), che è alimentato con versamenti obbligatori delle stesse banche italiane.

La Commissione europea ha parificato l‘intervento del Fitd a una misura di supporto pubblico per l‘obbligo di adesione che hanno le banche e perché ogni operazione deve ricevere l‘approvazione della Banca d‘Italia.

Secondo la tesi della Commissione, contestata dall‘Italia, l‘intervento del Fondo era un aiuto di Stato e sarebbe stato compatibile con la disciplina europea solo coinvolgendo nel costo del salvataggio anche i detentori di obbligazioni subordinate per correggerne gli effetti distorsivi della concorrenza.

Questo è stato uno dei motivi per cui lo scorso anno l‘Italia, tra il furore dei piccoli risparmiatori, ha effettuato il salvataggio di altre quattro banche in difficoltà, azzerandone il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate.

ITALIA ISOLATA IN RICHIESTA REVISIONE REGOLE BAIL-IN

Nel 2016 sono entrate in vigore le nuove regole europee sui salvataggi bancari (Brrd), che disciplinano la risoluzione delle crisi bancarie con il salvataggio interno. Con il cosiddetto bail-in, i soldi dei contribuenti possono essere usati per salvare una banca solo dopo aver coinvolto in primis azionisti e obbligazionisti junior e poi anche obbligazionisti senior e grandi depositanti.

Il governo ha spiegato di aver anticipato al 2015 la risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, Cari Ferrara e Cari Chieti, proprio per evitare il bail-in.

La Banca d‘Italia e il ministero dell‘Economia hanno chiesto di ripensare a livello europeo questo meccanismo di salvataggio che rischia di minare la fiducia dei risparmiatori nelle banche e quindi la stabilità del sistema bancario.

Finora, però, la posizione italiana è apparsa isolata in Europa.

Secondo Giuseppe Scassellati, partner dello Studio Cleary Gottlieb, difficilmente una decisione favorevole all‘Italia nel ricorso Tercas cambierebbe le cose per il passato, mentre farebbe chiarezza per il futuro.

“Un aiuto di Stato a una banca non fa scattare automaticamente la risoluzione e quindi il bail-in. Comunque la decisione spetta all‘autorità di risoluzione, nazionale o europea, e non alla Commissione”, ha detto Scassellati a Reuters.

Una delle fonti ha detto che il salvataggio di Tercas sta andando avanti con il meccanismo di contribuzione volontaria al Fitd e quindi difficilmente si può tornare indietro.

Anche per le altre quattro banche non potrà esserci un effetto concreto, secondo la stessa fonte, anche perché formalmente la Commissione non ha mai notificato alcuna decisione lasciando all‘Italia l‘onere della scelta.

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