Fondazione Mps cerca soci, nessuna esclusiva Clessidra, Equinox-fonti

martedì 21 febbraio 2012 11:28
 

ROMA, 21 febbraio (Reuters) - L'advisor della Fondazione Mps, che lavora per trovare compratori fino al 15% della sua quota in Banca Mps per pagare parte del suo debito da 1,1 miliardi con le banche, ha siglato un accordo di riservatezza con i due fondi di private equity Clessidra ed Equinox che però non prevede né esclusive né alcuna prelazione nella cessione.

Lo hanno detto a Reuters due fonti vicine al dossier, una delle quali conferma anche indiscrezioni di stampa di contatti paralleli per cedere un pacchetto dell'8% circa a famiglie e imprenditori che già hanno legami con Mps.

"C'è un accordo di riservatezza siglato con i due fondi che è un passaggio formale che si fa con chi ha manifestato interesse a trattare per la quota, ma non c'è alcuna esclusiva ne' prelazione", spiega la fonte, riferendosi al lavoro che sta facendo Rothschild, adviser della Fondazione che è il principale azionista di Banca Mps con il 49% delle azioni (compresa le privilegiate) e che è disposta a scendere fino al 33,5% per poter pagare parte del suo debito entro il termine del 15 marzo quando scade la moratoria con le banche creditrici.

Un'altra fonte vicina al dossier conferma che "l'accordo di riservatezza non comporta la concessione di un'esclusiva: è una procedura standard".

Parallelamente e seguendo una soluzione che "sarebbe più coerente con il profilo di controparte strategica" a cui Fondazione vuole cedere il suo 15%, "c'è un sondaggio in corso tra famiglie e imprenditori che sono già vicini al Monte per cedere una quota iniziale attorno all'8%", aggiunge la fonte.

A questa seconda soluzione potrebbe lavorare dietro le quinte l'ex direttore generale del Monte dei Paschi Antonio Vigni, ora consulente per la Fondazione.

"Del resto vedere un private equity come Equinox come un partner strategico a cui dare il 12% della banca e sapere che un terzo del fondo è di Intesa SP non è tranquillizzante", sintetizza la fonte.

Intesa SP è tra i creditori della Fondazione e sta trattando per avere un rimborso del credito senza escutere il pegno sulla sua quota di prestito garantita da azioni Montepaschi in mano alla Fondazione. Questo meccanismo, che vale anche per gli altri creditori esteri, tra cui JP Morgan, Credit Suisse e anche gli italiani Unicredit e Mediobanca , rischia di far perdere il controllo della banca alla Fondazione.

La strada alternativa è di ripartire una prima quota sotto il 10% "in mani meno collegate con il mondo della finanza", spiega la fonte.   Continua...