BT Italia, denuncia British Telecom a pm Milano: danni da gestione precedente

venerdì 21 aprile 2017 18:53
 

di Emilio Parodi

MILANO, 21 aprile (Reuters) - British Telecom ha infine presentato una formale denuncia-querela alla Procura di Milano sulle presunte irregolarità contabili della sua unit italiana. L'affair portò all'allontanamento dei vertici di BT Italia nell'autunno 2016 in seguito a un audit interno che condusse poi a tagliare stime di ricavi e utili spingendo il Ceo Gavin Patterson a citare "gravi irregolarità contabili nelle attività italiane" per un buco di 530 milioni di sterline. Sul tema, da fine gennaio la Procura ha aperto una inchiesta per falso in bilancio.

Nella sua denuncia, depositata in Procura lo scorso 21 marzo, che Reuters ha potuto leggere, l'azienda sostiene che le presunte condotte illecite si devono ritenere "contro l'interesse della società".

La presentazione della denuncia ha una rilevanza anche formale, perché significa che British Telecom intende porsi nel procedimento in corso come parte lesa delle persone che la procura "eventualmente individuerà come autori", dopo che Patterson a fine gennaio attribuì la responsabilità a un ristretto gruppo di manager italiani che "ha tenuto all'oscuro Londra".

PC CLONATI INVIATI DA LONDRA A PM MILANO

Una posizione concretizzata anche, come riferiscono due diverse fonti a conoscenza dell'inchiesta, in una accresciuta collaborazione con gli inquirenti italiani: da Londra sono stati inviati a Milano nella seconda metà di febbraio tutti i dati dei computer aziendali clonati ai dipendenti dagli ispettori dell'audit interno nell'autunno scorso, mentre sono venuti a rendere testimonianza in Italia il capo della compliance di BT, Gareth Tipton, e il responsabile del team di Kpmg che redasse il report sulle irregolarità contabili.

BT, contattata da Reuters, ha risposto che non intende far dichiarazioni sull'inchiesta in corso.

British Telecom, assistita dall'avvocato Marco Calleri, nella denuncia firmata dal procuratore speciale di BT Italia Stefano Vicariotto, ripercorre la tempistica della vicenda, dalle segnalazioni di violazioni comportamentali nell'estate 2016, all'emersione delle prime anomalie contabili, alla sospensione dei vertici italiani a fine settembre, trasformata poi in licenziamento per giusta causa il 3 novembre, sino al primo comunicato al mercato il 27 ottobre e quello succcessivo il 24 gennaio 2017.   Continua...