PUNTO 1-Unipol/Fonsai, riprende iter concambi, attesa mosse Sator/Palladio

venerdì 4 maggio 2012 19:16
 

(Aggiunge fonte su Sator Palladio in coda)

MILANO, 4 maggio (Reuters) - All'indomani del chiarimento dell'Antitrust sulla portata della sospensione dell'operazione Unipol/Fonsai , l'iter dell'integrazione è ripartito e gli adviser delle società coinvolte sono nuovamente al lavoro.

Sullo sfondo si attende la contromossa di Sator e Palladio, le due finanziarie che avevano presentato un piano alternativo a quello di Unipol su Premafin, scaduto il 30 aprile, e che potrebbero rilanciare, rimodulando l'offerta.

"Si susseguono i confronti con gli adviser. Ciascuno sta lavorando per la propria parte in questa fase. Sono incontri operativi", spiega una fonte vicina alla situazione.

Già in occasione del Cda sui conti in calendario giovedì prossimo, il comitato degli indipendenti di Fondiaria-Sai potrebbe presentare le proprie valutazioni sulle ipotesi di concambio. Nel comitato intanto ha fatto il suo ingresso Salvatore Bragantini, entrato in Cda con la lista presentata da Sator ma votato in assemblea da circa l'11% del capitale.

Unipol aveva presentato delle ipotesi di concambio che discendevano dal prezzo richiesto per la sottoscrizione dell'aumento di capitale di Premafin e dalla quota post fusione a quattro indicata al 66,7%. I Cda di Fonsai, Premafin e Milano Assicurazioni avevano però chiesto un confronto per un adeguamento.

Le trattative sono andate avanti fino alla sospensione dell'Antitrust e il 23 aprile il presidente di Milano Assicurazioni Angelo Casò aveva parlato di trattative agli sgoccioli e distanze più vicine. Poi tutto era stato congelato dalla sospensione dell'Antitrust che ieri ha però chiarito, tra le altre cose, che si può proseguire nella definizione dei concambi.

Un altro fronte aperto riguarda poi la sistemazione del debito di Premafin, pari a 368 milioni. La holding ha chiesto alle banche creditrici la disponibilità a negoziare un piano anche svincolato dal piano Unipol. Le banche si sono confrontate in due call distinte ieri e l'orientamento - stando a quanto riferisce una seconda fonte vicina al dossier - sarebbe per il no in quanto si tratterebbe di assumersi un impegno sostanzialmente al buio. L'ipotesi quindi resta la trasformazione in convertendo di 225 milioni e il riscadenziamento della parte restante.

L'Antitrust poi ha dato cinque giorni di tempo alle società coinvolte per indicare le specifiche modalità che intendono osservare per garantire che non si realizzi lo scambio di informazioni di natura strategico-industriale. Lunedì si riunirà sul tema un Cda di Premafin.   Continua...