15 giugno 2011 / 12:18 / 6 anni fa

PUNTO 2-Ipo Ferragamo,book offerta già interamente coperto-fonti

(aggiunge opinione gestori su prezzo, multipli aggiornati al sesto e settimo paragrafo)

MILANO, 15 giugno (Reuters) - Al terzo giorno di offerta l‘Ipo di Ferragamo, il gruppo fiorentino del lusso che debutterà a Piazza Affari il 29 giugno, risulta già interamente coperta.

Lo hanno riferito due fonti vicine all‘operazione.

“Il book sta andando molto, molto bene. Ci sono investitori diversificati, europei, americani e asiatici”, ha poi detto Francesco Spila, il banchiere di Mediobanca (MDBI.MI) che sta seguendo l‘operazione, durante una conferenza stampa di presentazione con i vertici di Ferragamo.

Il roadshow è iniziato lunedì a Londra, oggi è arrivato a Milano e poi toccherà le principali città europee e statunitensi. L‘offerta termina il 23 giugno.

Ferragamo ha stabilito per la quotazione a Piazza Affari, che prevede una quota comprensiva di greenshoe del 25%, una forchetta di prezzo indicativa tra 8 e 10,5 euro per azione, che valorizza la società fino a un massimo di 1,7 miliardi di euro.

Alcuni gestori sentiti da Reuters suggeriscono che il prezzo di collocamento potrebbe situarsi nella parte medio-bassa della forchetta proposta dalla società, intorno ai 9 euro. [ID:nLDE75E1AB]

Secondo una fonte vicina all‘operazione, il range di prezzo proposto da Ferragamo è sulla base di multipli tra le 9,6 e le 12,4 volte per quanto riguarda il rapporto stimato tra enterprise value ed Ebitda di quest‘anno, e multipli fra le 7,5 e le 9,8 volte in relazione alle previsioni 2012. Con riferimento al P/E 2011, i multipli sono compresi tra le 16,4 e le 21,3 volte, mentre per quanto riguarda il 2012 ammontano a 14-18,2 volte.

Mediobanca, J.P. Morgan e Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo (ISP.MI)) sono i coordinatori dell‘offerta globale di vendita e joint bookrunner.

DIVIDENDI VISTI INTORNO 40-50% DEGLI UTILI

Il presidente Ferruccio Ferragamo e l‘AD Michele Norsa hanno ribadito le ragioni che hanno portato alla decisione di sbarcare in borsa e illustrato alcuni numeri del gruppo, che grazie al basso indebitamento punta a remunerare gli azionisti con i dividendi.

“L‘azienda ha una situazione tranquilla, non è indebitata, si può quindi presumere che saranno intorno al 40-50% del risultato”, ha detto Ferragamo rispondendo a una domanda sull‘intenzione di distribuire cedole.

I negozi rappresentano uno dei principali driver di crescita del gruppo, hanno sottolineato i vertici. Quest‘anno il saldo netto delle aperture dovrebbe essere di 24-25 e dal 2012 è previsto intorno alla trentina all‘anno, ha spiegato Norsa.

Il gruppo inoltre non è preoccupato dalla situazione in Giappone dopo il terremoto. “Il primo trimestre in Giappone era ancora positivo in termini di ricavi, prevedo che nel corso di quest‘anno non ci sia un forte deterioramento delle vendite in Giappone, forse un piccolo calo a una cifra delle vendite in yen ma compensato dalla rivalutazione”, ha detto Norsa.

IN BORSA DAL 29 GIUGNO

Il primo giorno di quotazione, è stato detto durante la presentazione, sarà il 29 giugno.

L‘obiettivo dell‘Ipo, ha dichiarato il presidente, “è avere un‘azienda strutturata, fatta di manager, che garantisca la continuità”.

L‘azionariato post-Ipo vedrà la Ferragamo Finanziaria al 56%, vari membri della famiglia all‘11%, l‘imprenditore di Hong Kong Peter Woo all‘8% mentre il 25% sarà sul mercato.

A chi gli chiedeva se avessero valutato una quotazione su un altro mercato, come quello di Hong Kong scelto da Prada per la sua Ipo, Ferragamo ha risposto: “L‘abbiamo analizzata oltre un anno fa ma abbiamo pensato che fosse un controsenso, noi facciamo tutto ‘made in Italy’, ci sentiamo molto italiani. Quindi l‘abbiamo esclusa un anno fa, quando ancora non sapevamo di altri che si sarebbero quotati lì”.

Escluse anche eventuali scelte alternative alla borsa, come nel caso di Moncler che a un passo dalla quotazione ha optato per la cessione di una quota alla società francese di investimenti Eurazeo. “La decisione di andare in borsa è stata ben ponderata. Siamo stati corteggiati da tanti fondi, tanti private equity. Non è una questione di numeri ma di indirizzo”, ha detto il presidente, sottolineando come la famiglia sia molto interessata a seguire l‘andamento dell‘azienda. “Quindi è un‘ipotesi sicuramente scartata”.

Sabina Suzzi

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