BREAKINGVIEWS- Prada potrebbe dipendere troppo da "coppia d'oro"

martedì 7 giugno 2011 16:39
 

L'autore è editorialista di Reuters Breakingviews. Le opinioni espresse sono le sue.

di John Foley

HONG KONG, 7 giugno (Reuters Breakingviews) - Il valore di Prada non è solo nelle sue borsette di pelle, ma nella coppia d'oro che guida il gruppo. Una gran parte del potenziale di utili della società di moda è legato a Patrizio Bertelli e Miuccia Prada.

Ma mentre Prada si prepara all'Ipo a Hong Kong, gli investitori farebbero bene a ricordare che per i gruppi del lusso l'essere legati a individui ricchi di talento è un'arma a doppio taglio.

Prada spera che lo sbarco alla borsa di Hong Kong garantisca una valutazione fino a 15,8 miliardi di dollari. E' vero che la crescita nell'area Asia Pacifico, che rappresenta un terzo delle sue vendite al dettaglio, è prodigiosa, così come lo sono i piani di espansione della società. Anche escludendo l'effetto dei nuovi negozi, i ricavi in Cina nel 2010 sono aumentati del 50%.

Tuttavia, un prezzo pari a 27 volte gli utili pervisti per il 2011 appare generoso. Si tratterebbe di un premio di oltre il 20% rispetto alla rivale Burberry (BRBY.L: Quotazione), altra maison del lusso dominata da un unico brand "Asia-friendly". LVMH (LVMH.PA: Quotazione), che è il maggiore gruppo del lusso ed è più diversificato, ha un multiplo pari a 18 volte gli utili.

Il giudizio su Prada appare tirato, dato che gli investitori stanno accordando la loro fiducia non solo alla robusta crescita cinese e asiatica ma anche alla coppia alla guida del gruppo. Bertelli, come AD, supervisiona le relazioni con i fornitori e decide dove espandersi. La moglie guida il team di designer. Un vice presidente riequilibra un po' la situazione, ma le rigorose divisioni che troviamo da Gucci e LVMH, dove i designer sono legati a rigidi obiettivi di performance, qui non si vedono.

Certo, è improbabile che i Bertelli diano forfait, come ha fatto Tom Ford con Gucci nel 2004. Anche dopo la quotazione la coppia controllerà una larga maggioranza del capitale della società. E sono anche profumatamente ricompensati: considerando i loro ruoli di "consulenti", i due possono portare a casa 15 milioni di dollari l'anno a testa. Una cifra vicina ai guadagni per il 2011 del boss di Goldman Sachs Lloyd Blankfein, e senza le restrizioni sui pagamenti in contanti.   Continua...