April 6, 2011 / 6:34 AM / 6 years ago

PUNTO 2 - Intesa SP vara piano e aumento, titolo balza a +6%

6 IN. DI LETTURA

(accorpa lanci, aggiunge dettagli da nota)

di Gianluca Semeraro

MILANO, 6 aprile (Reuters) - Intesa Sanpaolo (ISP.MI) prepara la sfida per i prossimi anni con le spalle coperte grazie all'aumento di capitale da 5 miliardi - che accompagna il piano 2011-2013 - che sarà deliberato dall'assemblea del 9-10 maggio per essere lanciato nel mese di giugno.

Un sacrificio importante chiesto agli azionisti che però è ripagato dalla promessa di un flusso di dividendi pari a 5,3 miliardi nel triennio 2011-2013, più una proiezione di altri 8 per il 2014-2015.

Il mercato, che aveva penalizzato il titolo di fronte alle prime indiscrezioni, reagisce molto positivamente e spinge il titolo a +6%, "confortato dai dettagli dell'aumento emersi in conference call", commenta un trader.

La decisione è maturata nelle ultime 3-4 settimane: fino ad allora il piano industriale non contemplava alcuna ipotesi di ricapitalizzazione, ha spiegato il presidente del Cds Giovanni Bazoli durante la presentazione. "Uno stimolo molto forte è venuto dalle indicazioni - non pressioni - dei regolatori", ha aggiunto con riferimento ai recenti auspici del governatore di Bankitalia Mario Draghi.

Ha aiutato anche l'orientamento a sottoscrivere già espresso da un terzo degli azionisti, ha rivelato Bazoli. Le posizioni delle fondazioni socie si chiariranno in ogni caso "in non molti giorni", ha poi sottolineato l'AD Corrado Passera. Già a fine marzo il presidente dell'azionista Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti aveva detto che, di fronte a buoni piani industriali le fondazioni sono pronte a fare la loro parte.

L'operazione servirà a portare il Core Tier 1 e il common equity ratio al 10% entro il 2011, valore che allinea il gruppo a quella "che viene considerata la nuova normalità in termini di requisiti di capitale"

L'aumento chiude per Intesa Sanpaolo il tema Basilea 3 che, sottolinea Passera, si trasforma quindi in opportunità e anche nel caso di inserimento nella lista degli istituti sistemici - i cosiddetti Sifi - "il 10% è più che abbastanza".

Il common equity al 10% è confermato anche per il 2013 e il 2015 ed eventuali acquisizioni selettive saranno finanziate con i proventi di cessioni e acquisizioni.

Non è dunque necessario convertire le risparmio (ISPn.MI) - la cui presenza impatta sul capitale per 13 punti base - in ordinarie, in quanto il momento non è adatto e la procedura sarebbe troppo laboriosa e difficile da giustificare il beneficio sul fronte patrimoniale, ha aggiunto l'AD.

Per Ipo Fideuram Non C'e' Fretta, Tramonta Idea Pioneer

Con la dotazione patrimoniale derivante dall'aumento, Intesa ha più spazio per definire le operazioni di capital management che ha in rampa di lancio.

In particolare l'Ipo di Fideuram, da qualche tempo congelata in attesa di mercati favorevoli, resta "un'idea strategicamente valida" e avverrà in tempi brevi ma senza particolare fretta.

E' invece tramontato il progetto di un'integrazione tra Eurizon e Pioneer, l'asset manager di UniCredit (CRDI.MI): "avrebbe potuto essere un'opportunità consolidare le due società ma non è discussione, non c'è alcuna trattativa sul tavolo tra noi e UniCredit", ha spiegato Passera.

Piano Vede Utile 4,2 Mld in 2013 E 5,6 Mld in 2015

Su questi presupposti la banca ha varato il piano 2011-2013 che vede proiezioni anche per il 2014 e il 2015 e non prevede operazioni straordinarie.

La banca punta a un utile netto al 2013 di 4,2 miliardi, contro i 2,7 miliardi del 2010, con proiezione al 2015 per 5,6 miliardi.

I proventi operativi netti sono attesi a 19,6 miliardi al 2013 e a 21,7 miliardi al 2015 con un cost/income che scende al 46,7% al 2013 e al 43% al 2015.

Il miglioramento di questo indicatore si basa, tra le altre cose, su risparmi di costo per circa 770 milioni nel triennio grazie anche alla riduzione del personale di 3.000 unità a 98.000 al 2013.

E' previsto anche un riassetto della rete di filiali con circa 100-150 aperture sui mercati ad alto potenziale e circa 400-500 chiusure o accorpamenti in caso di sovrapposizioni.

Gli obiettivi sugli indicatori di redditività vedono, invece, un roe al 7,7% nel 2013 e al 9,3% nel 2015 contro il 6,2% del 2010.

Per ciò che riguarda le singole divisioni, Banca dei Territori, l'anima retail del gruppo, vedrà un incremento medio annuo dei ricavi del 5,7% a 11,9 miliardi al 2013. Per il Corporate & Investment Banking, invece la crescita media annua dei ricavi è del 5,2% a 4,1 miliardi nel 2013, mentre per le banche estere è del 6% a 2,7 miliardi.

In quest'area la banca prevede un rafforzamento organico nei paesi già presidiati e una crescita esogena focalizzata su Polonia, Repubblica Ceca e Turchia. Le politiche di crescita in Nord Africa e in Medio Oriente saranno definite in funzione del contesto socio-politico.

In Russia la banca supporterà lo sviluppo degli asset già esistenti e non "altri piani per ora", ha detto Passera.

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